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lunedì, 12 maggio 2008

NO COUNTRY FOR NEGATIVE MEN

Lessons Learned nr.2. Ecco, volevo capire chi avesse trasmesso il virus disfattista all'Italia. Volevo capirlo adesso, perchè quando ci sei dentro ci sguazzi e fai fatica a capire, è la stessa brodazza in cui ogni giorno ti svegli e difficilmente ti ci raccapezzi. Ecco, senza tirare fuori sole mare e mandolino, o un "Rialzati, Italia!" di recente successo elettorale, dalla lunga distanza sembrerebbe effettivamente che i "molti e gravi problemi che affossano il Belpaese (maglia nera al Belpaese, hare hare khrishna khrishna hare)" possano essere un po' ridimensionati.

E non lo dico perchè sono smemorato, ma solo perchè adesso che mi sto facendo questo Euro Tour dell'ingegneria tra Norvegia Italia Belgio Svezia Gran Bretagna, presto pure una breve toccatina alla Germania, capisco che "i fenomeni non crescono sugli alberi". In tutti questi posti si dice che "l'erba del vicino è sempre più verde", ma nessuno di questi riesce a perderci la testa, in questo proverbio, quanto gli Italiani.

Ce la perdevo pure io la testa, sia chiaro eh, ed il disperare delle cose al confronto con gli "altri" non aiuta di certo ad ottenere i migliori risultati.

La differenza tra questi posti - tutti - e l'Italia che conosco, è invece sicuramente nella autostima, nella fiducia nelle proprie possibilità, nel credere nei propri mezzi. Credere nei propri lavori, progetti, metodi, e spendersi fino in fondo in essi.

Allora mi scrivo un promemoria: "Non puoi sapere che otterrai il 100%, non sei onnipotente e molte variabili non dipendono solo da te. Ma se ti metti in gioco completamente nei progetti in cui credi, otterrai risultati sorprendenti. Avanti senza paura, quindi, con ottimismo ed impegno".

Ecco, il post è finito e non ho dimostrato o capito chi abbia inoculato il virus disfattista nel Belpaese, ma credo che almeno io, un modesto 59milionesimo, ecco dicevo io - quel virus lì - non ce l'ho più. Se vi sembra poco... 

postato da: andrea99boban alle ore 21:17 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, ho visto cose, in italia, ravenna, norway, politica emolitica, metalmeccanici
domenica, 11 maggio 2008

SCIVOLANDO COSI', VELOCI VELOCI VERSO IL FASCISMO

Qualche decennio fa, l'Italia si trovò in grave difficoltà, con una guerra vinta ma ad un prezzo sproporzionato, con milioni di soldati che non sapevano più cosa fare dopo aver visto la macellaria delle Alpi e del Carso, senza lavoro e con una economia distrutta. Nel mentre a Roma la classe politica non capiva neanche lontanamente il disagio della popolazione, discuteva di destra e sinistra e fanfulle internazionali, mentre il salumiere, il contadino e l'operaio non sapevano dove sbattere la testa. La situazione in Italia, oggi, 2008, è molto simile. La popolazione cerca risposte che la classe politica non riesce a dare, neanche lontanamente. Mussolini andò al potere grazie ad una legge elettorale che prevedeva di dare la maggioranza assoluta al partito che avrebbe ottenuto la maggioranza relativa dei voti. Il che, è esattamente ciò che la legge elettorale attuale prevede. Approvata dalla destra, e mai cambiata dalla sinistra - distratta dai propri calcoli di bottega, sicura di poter vincere con quella legge, e dando per spacciata la destra sconfitta nel 2006.

 L'Italia di oggi ha visto un certo benessere, che nonostante l'impegno dei cittadini sta scivolando via. E quando un male si presenta, le cause le si trova, in qualche modo. Allora la colpa venne data alle potenze straniere, tanto cattive ed ingiuste con l'Italia. Oggi, la colpa è data, abbastanza facilmente, all'insensata politica-non-politica dell'immigrazione comunitaria, che consente a masse incontrollate provenienti da paesi molto diversi dall'Italia, di stabilirsi nel belpaese non-si-sa-bene-dove per fare non-si-sa-bene-cosa.

Oggi come allora, non è colpa solo della "destra". La destra autoritaria non esiste senza il consenso popolare, così come il fascismo non potè esistere se non grazie ad un vastissimo consenso popolare. La storia dei quattro facinorosi aizzati dal capoccione di Predappio potete raccontarla sugli scadenti libri di storia della scuola pubblica, ma mi dispiace - non regge.  Oggi, come allora, l'onda di destra si regge sulla incapacità della sinistra di avere una visione credibile del mondo, che non si regga su capriole retoriche o bandierine con l'arcobaleno sopra. Mentre la tv mostra il tabaccaio morto ammazzato per mano di un clandestino, la sinistra dice, prima, di non essere razzisti, poi, che gli immigrati fanno più che altro del bene al paese, e poi che forse sì, un po' di controllo ci vorrebbe, ma poco poco. Questo non ci dice come vorrebbero risolvere il problema della perdita del controllo del fenomeno. Neanche la destra lo dice, ma usa una retorica più calzante, fa annunci altisonanti e cavalca l'onda. Stessa cosa che fece il partito fascista, aiutato dalla fuga all'Aventino delle sinistre "civili".

La sinistra attuale ha fatto un uso così sconsiderato delle parole "fascismo", "antifascismo", "resistenza" che non hanno più nessun effetto sulla popolazione italiana, tanto che il Berlusca ha candidato alcuni personaggi apertamente fascisti, ed ha stravinto le elezioni. Forse, addirittura, la presenza di quelle figure ha favorito il successo del Berlusca. Chiamiamolo, diciamo, "effetto Pierino-ed-il-lupo".

Un grande aiuto all'onda autoritaria la sta dando anche l'Unione Europea, che alle richieste italiane di controllare i flussi sospendendo Schengen, risponde, proprio oggi, che "il provvedimento deve vedere favorevoli la maggior parte dei paesi della comunità, e che servono almeno tre-quattro anni di tempo per attuarlo". Come all'aumentare dell'inflazione, la proposta di Tremonti di avere "l'euro di carta" vide le pernacchie scomposte della burocrazia Franco-Belga-Tedesca che governa veramente la comunità.

Ecco, questo senso di impotenza che la gente sente sul proprio futuro e sulle proprie scelte, questa sgradevole sensazione, e' un fiumicello che si accumula in un capiente invaso limitato da una fragile diga. Nel caso i tromboni di Bruxelles non se ne fossero accorti, i problemi non si risolvono insabbiandoli, ma dando loro sfogo controllato incanalando le acque quando il momento è ancora propizio. Ecco, io penso che il momento sia già passato da un pezzo.

Non sarà necessario un capoccione di Predappio o una serie di camicie nere in giro, la diga si può rompere da sola, per incuranza. I problemi insoluti trovano una soluzione naturale, da sè. Giusta o sbagliata che sia, la trovano e basta, quando il troppo è veramente troppo.

La visione allarmistica degli avvenimenti di cronaca ed economia italiani velocizza questa evoluzione, ed è fomentata dai media. Ma non solo da quelli di proprietà di Berlusconi, bensì da tutti, anche da quelli che il Berlusca lo odiano proprio, e che cercano di montare su di lui casi fasulli, rendendosi ancora più ridicoli - mi riferisco alla Repubblica di Scalfari, Mauro, Diamanti.

Viene un momento in cui tutte le componenti più irrazionali si sintonizzano con gli intellettuali, i droghieri, i tassisti, i pizzicagnoli, le piadinare e le parrucchiere, impiegati ed avvocati, tutti con lo stesso sguardo puntano verso lo stato e chiedono una spiegazione ed una soluzione. E' in quel momento che se lo stato non riesce a rispondere, esplode tutto e non ci si può fare più niente.

Se chi governa Bruxelles non si sveglia, e subito, potrebbe venire il momento in cui gli intellettuali, i droghieri, i tassisti, i pizzicagnoli, le piadinare e le parrucchiere, impiegati ed avvocati, prendano in mano un bastone a testa ed inizino a randellare come capita, a destra ma sopratutto a manca, e senza fare tanti distinguo o "convergenze parallele".

Bruxelles, toc toc! Is anyone in?

postato da: andrea99boban alle ore 16:16 | Permalink | commenti
categoria:ho visto cose, in italia, civiltà della disinformazione, politica emolitica
venerdì, 09 maggio 2008

WORCESTER SAUCE

Dice che la salsa Worcester la fanno veramente a Worcester, e quando la produzione entra nel vivo, tutta Worcester sa di salsa. A volte, il Severn straripa e allaga i ristoranti che ci si affacciano. Tanto poi vendono un barolo a 40 pound ed in un attimo i ristoranti si riprendono. Dice che tutto è più caro ed il governo vuole sempre più tasse, ogni anno peggio. E' una storia diffusa, non proprio di esclusiva inglese. Poi le signore della BBC ci dicono alla mattina presto che ogni famiglia inglese butta via in media 50 pound di cibo ancora buono, ma non si sa com'è, e lo butta via. L'austriaca che gestisce il pub ha un accento talmente tedesco quando parla in inglese che palesemente lo fa per prenderci per il culo tutti, come se Goebbels ti spinasse una Franziskaner dopo essere diventato oriundo britannico.

In questa Worcester di maggio 2008, i gabbiano amoreggiano un po' troppo. Ti tengono sveglio, alla mattina prestissimo, e di tanto in tanto - come direbbe la Caterina Guzzanti - "sganciano". Worcester, una cittadina tipicamente inglese, di mattoncini rossi, delicatamente screziati di guano bianco, che se a qualcuno viene l'idea di dare Imodium o Enterogermina a questi pennutacci, fa un terno al lotto.

La mattina la vigilessa con la casacca fosforescente pianta un segnale di stop in mezzo al passaggio pedonale per fermale la processione di macchine e far passare i bambini che attraversano assieme alle mamme. Un barbone 15 ore dopo ti chiede "got any change, Sir?" ma signorile, senza insistere.

Sir di qua e Sir di là. Quasi quasi me ne potrei convincere. Nelle moquette dell'albergo specializzato in matrimoni, con mega torta di cioccolato a tre piani.Tutti i segreti per una perfetta manicure della sposa, sono le 5:45, il sole si è appena svegliato, i gabbiani no, anzi. La donna delle pulizie sposta il cesto dei prodotti per pulire da sopra al divanone in pelle umana.

Adesso stop. Un altro che si ostina a chiamarmi Sir è arrivato, e tocca salire sul suo taxi, a parlare un po' di tasse benzina e governo.

postato da: andrea99boban alle ore 20:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:ho visto cose, uk
domenica, 04 maggio 2008

TURBONUVOLA IN MISSIONE INTERSCANDINAVA

Limite degli 80, poi 60 poi 70 poi 80. Su fondo bianco. Poi, 80 su fondo giallo. E' il segnale. Poi niente da dichiarare, ed i pallini sulle A passano da uno grosso a due piccoli. E' così che si passa dalla Norvegia alla Svezia, grossomodo.

Lasciamo il fiordo per raggiungere la tundra, e diversi gradi in meno di temperatura. Gli alberi si fanno tozzi, bassi. Muschio in aumento. Laghetti sempre più ghiacciati, sprazzi di neve sempre più fitti, fino a coprire tutto.

Un branchetto di renne giovani giocano sui binari della ferrovia, così giovani da non avere ancora le corna. Tra l'ocra ed il grigio, così tranquille da sembrare pecore oversize un po' rassegnate.

Un grande lago ancora ghiacciato screziato dalle lusinghe della primavera, ai piedi di un monte innevato. Tutt'intorno, una nebbiolina bianca e fine.

Davanti a noi si apre Ostersund, capoluogo della Contea svedese di Jamtland.

P1010005

Torrente nella tundra

 

 

P1010007

Yet-another "Torrente nella tundra"

 

 

P1010008

Bangkok nel Nord della Svezia?????

 

 

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Nuvole si specchiano sul lago di Ostersund

 

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Guardie di legno si specchiano sul fiume che lambisce Ostersund. Fra qualche settimana saranno sveglie.

 

 

P1010017

Mi sciolgo o non mi sciolgo?
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categoria:ho visto cose, norway
mercoledì, 30 aprile 2008

IL CIELO SOPRA OSLO

Strisciare la carta. Banda sotto. Imbarco. Strisciare carta. Sottopassi. Un manager in camicia rosa ed occhiale griffato, occhio curato, capello tinta rosso-bionda, cinquant'anni, modi "gentili". Si conclude che sì, ma anche no. Strette di mano, viali alberati e ciclisti. Si ristriscia, banda sempre in basso mi raccomando. Birre. Viaggi ideali, tra speranze e possibilità. Si torna. Era niente male, pare, questa Oslo. Non la si può capire in così poco, non si può probabilmente neanche in molto più tempo. Se poi qualcosa da capire ci sia, chissà.Tanti battiti, discorsi interiori, le possibilità, le preoccupazioni. Che sommate assieme, da qualche parte pure dovranno andare. Ma dubito abbiano deciso collettivamente dove. Ha det bra Oslo!

postato da: andrea99boban alle ore 21:47 | Permalink | commenti
categoria:norway
martedì, 29 aprile 2008

EH NO, ADESSO BASTA.

Mi sono dovuto sorbire di tutto. Anche se sono distante, ma come si fa? Una cricca che si definisce di sinistra, o di centrosinistra, o "democratica", di vigliacconi nullafacenti, ha occupato gli spazi riformisti, e lo ha fatto male, malissimo. Consegnando il Belpaese ad una mandria di farabutti, capeggiati da un venditore di detersivi porta-a-porta. E oggi dico basta. Fino ad Alemanno a Roma, magari ci posso arrivare, Rutelli è infinitamente scadente, e poi a Roma, saranno affari loro. Ma no, oggi finisco la serie dei tristi post politici, con il fondo oltre cui scavare sarà scabroso:

>> Schifani presidente del Senato <<

Schifani !!!!

Eh, no, adesso basta. Da oggi la redazione di ^^andrea99boban^^ si chiude occhi ed orecchie, e di politica non parla più. Basta, dovesse esplodere Napolitano, noi si suonerà il violino fino ad affondamento avvenuto, si parlerà di agriturismi, di nuvole o tette prosperose, ma mai e poi mai si tornerà in queste pagine di sterco avvolte in sterco secco. Basta.

Schifani !!!!

postato da: andrea99boban alle ore 18:28 | Permalink | commenti
categoria:in italia, civiltà della disinformazione, politica emolitica
lunedì, 28 aprile 2008

Partito Delridicolo

Elezioni Condominiali 2009, condominio "I girasoli" quartiere Esquilino, Roma.
Si fronteggiano per la carica di amministratore condominiale i candidati
Francesco Rutelli per il PD, e Spartaco Gargarozzi, indipendente.
A sostegno del candidato del PD: Eugenio Scalfari, Bono Vox, Jovanotti, Nanni Moretti, i 200 artisti internazionali di "Live Aid to Francesco". Slogan: "Si puo' fare"
A sostegno del Gargarozzi, i nipotini Giovanni e Luisa, di 12 e 8 anni rispettivamente.
Slogan "Rialzati, nonno Spartaco"

Stralci dal confronto condominiale:
(...)
Moderatore: Intendete ridipingere la cancellata esterna, ormai arrugginita?
Gargarozzi: Senz'altro, e' una schifezza cosi' com'e'. Mi vergogno di abitare in un condominio con una cancellata del genere
Pubblico: Molti applausi, qualche fischio.
Rutelli: Ritengo si debba evitare di criminalizzare gli immigrati romeni in riferimento al problema di cui sopra.
Pubblico: ... ... ... (pubblico attonito)
(...)


Allo scrutinio, 53 voti per il Gargarozzi, 46 per Rutelli, 2 "Forza Roma".

postato da: andrea99boban alle ore 18:59 | Permalink | commenti
categoria:in italia, politica emolitica
domenica, 27 aprile 2008

L'ECONOMIA DEL 2020

L'economia del 2020 dc sarà molto simile a quella del 2020 ac. Il rialzo dei carburanti avrà reso molto difficile spostare le merci. La terra in Italia varrà molto di più di adesso. Chi avrà le risorse, starà bene. Chi non le avrà, ciccia.

Si potrebbe dover rinunciare alle pere del Cile, forse alle arance Brasiliane. Potrebbe essere dura, ma forse potremmo resistere. Il rialzo dei carburanti fossili aumenterà di molto il costo dei trasporti. Magari non tutti i mali vengono per nuocere: potrebbe finire il meccanismo perverso che porta l'acqua di Bergamo a Roma e quella di Roma a Bergamo. O i biscotti danesi esportati negli Stati Uniti a fronte di altrettanti che fanno il percorso opposto. Come dice Beppe Grillo: "Ma scambiatevi le ricette!" Alcuni paesi con economia apparentemente forte ma basata solo sul petrolio - tipo la Norvegia - potrebbero dover rinunciare a manghi ed avocadi a prezzi di poco superiori alle mele italiane.

I Paesi a rimetterci di più saranno sempre i soliti, per cui non è che mi aspetti rivoluzioni particolari. L'unico grosso cambiamento che mi aspetto è il declino dell'area del dollaro, USA in prima fila: la loro economia completamente insostenibile li ha già affondati oggi, col debito sostenuto dalla banca centrale cinese Il dollaro è carta da parati, torneranno a zappare il mais. Come è giusto che sia.

postato da: andrea99boban alle ore 13:04 | Permalink | commenti
categoria:in italia, norway, biocombustibili, civiltà della disinformazione, politica emolitica
domenica, 27 aprile 2008

L'EPILOGO DI VELENITALY, COME VOLEVASI DIMOSTRARE

Ecco, lo dicevo, l'Espresso aveva fortemente toppato sulla "inchiesta" dal nome altisonante di "Velenitaly". Toppato dolosamente, secondo me, e solo per vendere copie del loro giornaletto con troppe pretese.

Oggi, infatti, Libero dà la notizia secondo cui il tribunale competente ha evidenziato «Insufficienti indizi di reato».  Bravi, sputtanare un settore redditizio e di elevata qualità per vendere due copie in più delle vostre boiate brossurate. Adesso, almeno, fate ammenda. Ma sarebbe una mossa troppo onesta, meglio fare finta di niente.

Adesso ci vorrebbe una bella querela da parte di Federvini. Poi, come previsto, una bella serie patinata dei "vini d'Italia" sull'Espresso, o su Repubblica per non dare nell'occhio, con tanto di esperti e imprenditori coraggiosi che si difendono dallo straniero cattivo ed eno-invasore. Diciamo, fra un paio di mesi, e le querela si ritira. Tutto regolare, caro lettore-coglione, depositi pure ancora i suoi denari, stavolta per l'imperdibile raccolta dei vini del Belpaese. Conati.

postato da: andrea99boban alle ore 10:33 | Permalink | commenti
categoria:in italia, civiltà della disinformazione
venerdì, 25 aprile 2008

UN BLASFEMO (Dietro Ogni Blasfemo C'è Un Giardino Incantato)

Ecco Fabrizio, era per dirti che non mi hai mai conosciuto, nè mai mi conoscerai. Ecco, era per dirti che per queste cose che hai scritto, ti voglio bene. E' con queste parole che ho capito che significato può avere vivere per sempre. Fabrizio, vivere per sempre è stare nella bocca di chi le pronuncia e nelle lacrime di chi ci si emoziona. Per quanto tu non mi possa sentire, comunque grazie.

Mai più mi chinai e nemmeno su un fiore,
più non arrossii nel rubare l'amore
dal momento che Inverno mi convinse che Dio
non sarebbe arrossito rubandomi il mio.

Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
non avevano leggi per punire un blasfemo,
non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte,
mi cercarono l'anima a forza di botte.

Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo,
lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
a ignorare che al mondo c'e' il bene e c'è il male.

Quando vide che l'uomo allungava le dita
a rubargli il mistero di una mela proibita
per paura che ormai non avesse padroni
lo fermò con la morte, inventò le stagioni.

... mi cercarono l'anima a forza di botte...

E se furon due guardie a fermarmi la vita,
è proprio qui sulla terra la mela proibita,
e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato
ci costringe a sognare in un giardino incantato.

postato da: andrea99boban alle ore 19:54 | Permalink | commenti
categoria:ho visto cose, in italia, wicca, ciclo dellazoto
martedì, 22 aprile 2008

LIBERO MERCATO IN LIBERA NORVEGIA

Norvegia. Lui è un cliente, un grosso cliente. Lei una contractor. Lui è l'unico, il solo, lei la più disponibile ed ammanicata della zona. Lui ha un unico fornitore, lei un unico cliente. Lui le ha ordinato di comprare ogni singola cosa da un fornitore fisso. In Norvegia questo si chiama "Libero mercato".

La birra fino a 4.8 gradi la trovi al supermercato. Ma la puoi comprare solo se hai almeno 18 anni. E solo fino alle ore 18. Dopo, i commessi mettono tendine sulle montagne di lattine e le catene coi lucchetti ai frigoriferi. Come quello qui sotto:Dopo alle 18 ogni norvegese si trasforma evidentemente in un alcolizzato mannaro e tenta di scardinare i frigghi con le zanne a con le unghie. Ma rinuncia subito, perchè il novegese è notoriamente abulico. Di gran moda sballarsi prendendo a testate il frigo. In Norvegia questo si chiama "Libero mercato".

Gli alcolici oltre i 4.8 gradi li vendono in un negozio dei monopoli di stato, il Vinmonopolet. Apre un po' quando cazzo gli pare, e la fila di drogati alla cassa, non ti dico. Solo qui puoi provare il brivido di acquistare un litro di Tavernello in cartone a 12 euro. Non ti va bene? Sbàllati a testate sul frigo, come sopra. In Norvegia questo si chiama "Libero mercato".

Ma la vera istituzione è la ditta di latticini Tine. Se non ti piace il loro burro, non ti resta che comprarti una mucca, non c'è altro. A parte le testate nel frigo.

Poi sì, vi posso venire a dire i fiordi eccetera eccetera, ma la realtà bruta è questa. Poco libero, poco mercato.

postato da: andrea99boban alle ore 18:54 | Permalink | commenti (3)
categoria:norway
lunedì, 21 aprile 2008

LOST IN TRANSLATION

immagine presa a prestito senza fini di lucro da www.traduco.orgEcco, è non riuscire a tradurre in norvegese la parola "soave", che ti fa venire in un istante una miriade di dubbi.

Sono pronto a perdere ciò che è "soave" in me? Non penso che necessariamente l'avere venti parole per definire le diverse tonalità di giallo sia in sè un avanzamento spirituale, ma anche questo monocromatismo tendente al grigio monocorde non è il massimo per mettere in sintonia le migliaia di stati interiori della persona con l'ambiente circostante. Se perdi le parole che esprimono tè stesso, perdi con loro una parte di te. A questo ci puoi arrivare col ragionamento, ma quando lo vivi sulla tua pelle lo capisci meglio, molto meglio.

Potrei diventare "veldig god" (molto buono) o "super" (super), o "delikat" (delicato), "mild" (mite), questo non lo nego, ma mi mancherebbe comunque quel non so che di...come dire? Ecco, appunto: "Soave".

postato da: andrea99boban alle ore 19:50 | Permalink | commenti (2)
categoria:ho visto cose, in italia, norway
domenica, 20 aprile 2008
LESSONS LEARNED: IL DOCUMENT CONTROL
Mi riservo di parlare di lavoro, ogni tanto, siccome ogni occasione è buona per imparare qualcosa. Ordunque.
Una funzione spesso sottovalutata nei progetti Oil&Gas è quella di Document Control. Una funzione di Document Control paritetica a tutte quelle classiche dell'ingegneria è di vitale importanza per risparmiare migliaia di ore di ingegneria che meccanici e processisti impiegano nell'editare continuamente formati e liste. Un buon servizio di Document Control che "sappia che fare dall'inizio" e guidi gli specialisti nelle produzione della volgar-carta ingegneristica salva la schedula di progetto più dell'infinita buona volontà che questi ci possono mettere. Un capo-servizio di Document Control deve poter fare una buona carriera ed essere invogliato a rimanere in azienda in modo da non dover reinventare ad ogni progetto una rischiosa ristrutturazione permanentemente sperimentale fatta di traballanti giovani a progetto, che senza avere colpe particolari rischiano di non sapere mai cosa fare, nè quando. Una prece, dunque, perchè il document controller non sia mai visto come un mangia-carta-a-tradimento.
Viva viva dunque il servizio di Document Control!
postato da: andrea99boban alle ore 11:14 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, in italia, norway
sabato, 19 aprile 2008
IL PETROLIO STA FINENDO: A ME GLI OCCHI
Non togliete l'audio, anche se il video merita comunque.

 
postato da: andrea99boban alle ore 10:09 | Permalink | commenti
categoria:biocombustibili, civiltà della disinformazione, politica emolitica
giovedì, 17 aprile 2008

ECCO, ACCIDENTI ALLA MIA BLOGORREA

Che mi porta a scrivere post troppo lunghi. Ecco, volevo spiegarmi meglio. Del perchè la Sinistra non esiste, al massimo è una vecchia Destra un po' più fighetta.

Operaio di Vicenza: "Fighetto Piddino, non ti voto"

Piddino baffino con barca a vela: "Taci bestia, io ti rappresento! Inginocchiati a me! E fatti una doccia, che puzzi!"

Operaio di Vicenza: "..."

Operaio di Vicenza: "Onorevole, il suo sigaro riserva cubano con autografo di Fidel Castro vale come un mio rene"

Comunista in tweed: "Cosa centva, non sa quanto io sia stato davanti ai cancelli delle fabbviche. Picchetti comunisti, avanti. Si inginocchi di fvonte alla mia conoscenza di Mavx!"

Operaio di Vicenza: "Pezzali?"

postato da: andrea99boban alle ore 21:10 | Permalink | commenti
categoria:in italia, civiltà della disinformazione, politica emolitica
mercoledì, 16 aprile 2008

MA ANCHE, CIAO

Uolter Ueltroni ha provato di tutto. Ha fatto del suo meglio. Ha sparato cazzate numeriche alla Berlusca. "Cinquemila leggi inutili eliminate entro il 2008" (sono 41 leggi al giorno, ma per piacere, cazzaro!), poi con cemento e cazzuola promette "centomila nuove case" (ma sei scemo? l'Italia e' piena di case! Il problema e' permettersele! Un boom edilizio come negli ultimi tre anni c'e' stato solo negli anni '60! Ridicolo...).

Poi il parapiglia: taglia l'IRPEF, da' 2500 euro a bambino per i nuovi nati, soldi a pioggia, riduce le tasse, "aprire un'azienda in un giorno" (imbecille: l'Italia e' piena di aziende. Il problema e' che falliscono, anche per la inettitudine dello stato).

Ha fatto di tutto, lui. Ha annunciato che il PD non avrebbe fatto alleanze alle elezioni: e cosi' ha scatenato il meccanismo che ha fatto cadere il governo Prodi. Poi si e' alleato con Di Pietro. Ha inglobato i Radicali. Poco ci mancava che invitasse anche Berlusconi.

Insomma, poteva dire "i comunisti non li vogliamo. Tutti gli altri: avanti c'e' posto" che ci saremmo capiti meglio. Altro che il mais con i geni dello scorpione: Uolter ha fatto di piu': ha messo i radicali a mangiare vicino all'Opus Dei della Binetti che dorme col Cilicio (frustami siiiii'', o mio Signore!), ha messo nelle proprie liste il cinico confindustriale che ha segato il potere d'acquisto dei metalmeccanici - Massimo Calearo - vicino all'operaio reduce dal disastro Thyssen-Krupp. Ha candidato un po' di figli di papa', una precaria non-precaria, residuati sudici in odor di mafia, e dopo insistenti richieste, anche qualcuno in odore di anti-mafia. Ha fatto del suo meglio, insomma.

Magari avrebbe potuto candidare anche un rappresentante dei tassisti, ed uno degli antitassisti. Il virus della scarlattina accanto al relativo vaccino. Wilcoyote ma anche Bip-Bip. Tom e Jerry. Homer Simpson accanto al Signor Burns. Se avesse pensato come Einstein, avrebbe messo in lista la materia. Ma anche l'anti-materia. Elettroni e protoni, bosoni ma anche busoni. In una girandola di diarrea mediatica fomentata dai vergognosi giornalisti di Repubblica-Stampa-Corriere che ogni giorno si inventavano un caso ad arte per screditare Berlusconi (come se ce ne fosse bisogno!). Il PD di Veltroni non era altro che un panino salame e marmellata: un orrido accostamento di gusti che fa vomitare ancora prima di addentarlo. Disgustomatico.

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domenica, 13 aprile 2008

INTENZIONI DI NON VOTO

Il Paese dieci e lodeIn Italia oggi si vota. I cittadini sono chiamati a sbarrare cerchietti colorati, ognuno dei quali punta ad una lista di persone, bloccata ed insindacabile, scelta a tavolino dal partito corrispondente. E qui già butta male, malissimo.

Io ritengo il non voto l'unica testimonianza possibile. Vorrei anche dirvi perchè, casomai interessasse.

Ci sono due possibili governi, uno del PDL, uno del PD. La terza opzione delle grandi intese tra PD e PDL è talmente raccapricciante che non voglio neanche pensarci. Gli altri partiti non possono incidere.

Non votate Berlusconi, perchè mente. E mente forte. Non toglierà l'ICI perchè non può farlo. Se lo facesse, i Comuni dovrebbero aumentare le tasse comunali almeno a riguadagnare l'importo dell'ICI, ma nella confusione generale vedrete che potendo aumentare le proprie tasse il gettito sarà ben oltre l'ICI. Non votatelo, perchè la sua è una vera e propria armata del male, piena di mafiosi, ladri semplici e non, truffatori. Può darsi che le tasse le ridurrebbe veramente, ma in maniera irresponsabile ed a discapito del futuro di tutti. Diciamo che il PDL al governo è come inoculare nell'Italia un cancro al cervello ed un infarto al miocardio, contemporaneamente, conditi da molta, moltissima e fluidissima diarrea.

Non votate Veltroni, perchè anche lui mente. Mente in maniera più misurata, più plausibile, ma mente forte anche lui. Veltroni, e quel blob che è il PD, esiste solo come Meno-Peggio del PDL. Ma questo meno-peggio è una illusione, e l'unico modo per fare eleggere in parlamento un branco di incapaci, farabutti di centrosinistra, appena un millimetro meno disonesti di quelli del PDL. Veltroni mente forte, dicevo, e promette meno tasse ma non lo farà mai. Non lo ha fatto il governo del suo Presidente di partito, Prodi, che in due anni ha fatto pena, fatto il contrario di tutto ciò che aveva promesso, tartassando i deboli e lasciando i forti intatti. Veltroni mente col sorriso sincero, mente perciò due volte, al contrario del Nano, perchè nessuno potrebbe pensare invece che Berlusconi sia sincero. Veltroni mente sapendo di mentire usando la propaganda propria di Berlusconi: 5000 leggi in meno entro il 2008, 100 mila nuove case, il taglio dell'IRPEF, la semplificazione burocratica. Mente coi numeri, i numeri tondi. Ricordate l'Ingegner Cane di Gialappiana memoria? Mmillle! Centomila! Cinquemila! Sono tutti argomenti alla-Berlusconi. Sono tutte illusioni. Il PD al governo è come immergere la nuda Italia, dalla cintura in giù in una vasca piena di sanguisughe e piranha, dalla cintura in su ricoperta di miele in un favo di api incazzate. Si muore anche così, ma in maniera lenta ed orribile.

Aggiungo: basta che voti un centomila persone circa, ed il parlamento si insedia normalmente con tutti i parlamentari decisi a tavolino dai partiti. Il voto non conta. Dimostratemi il contrario, se ci riuscite. Questa gara all'obolo di massa è solo una legittimazione del sistema dei partiti.

Manifesteremo in piazza ed il giornalista prezzolato di turno ci dirà che "la politica italiana riscuote un altissimo gradimento, vantando il più basso tasso di astensionismo di tutta europa". Voi comprerete il giornale e gli crederete, pensando di essere gli unici bastian contrari in un branco di pecoroni soddisfatti. E la vostra voglia di cambiamento verrà soppressa sul nascere.

Quello che voglio evitare è che tra dieci anni salti fuori un furbone a rinfacciarmi che le cose in Italia vanno male anche per colpa mia, che ero parte del sistema. Parte un corno, io non ci sto. Io non sono parte di questo, io sono meglio. Io sono meglio, senza nessuna modestia, io non mi confondo e con questa roba non voglio avere niente a che fare.

Tu ?

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sabato, 12 aprile 2008

PIU' DIOSSINA PER TUTTI

Il Mozzarella-Gate. Un lancio ANSA conferma che adesso che fanno le analisi in maniera decente, un qualche campione eccedente i limiti di diossina lo trovano, in Campania. Meno male.

Io vorrei lanciare un'idea semplice per risolvere il problema della eccessiva concentrazione di diossina nelle partite  di latte campano.

Mettiamo che "X" sia la concentrazione massima di diossina consentita nel latte. Ora, se per ipotesi avessimo una cisterna di latte campano, con concentrazione "2X" (doppia del consentito), col cavolo che potremmo venderla o utilizzarla.

Allora il nostro imprenditore intraprendente cosa potrebbe fare? La mia ricetta sarebbe di andare in Val d'Aosta a comprare una cisterna dello stesso volume della sua, piena di latte a diossina ZERO proveniente dalle verdi montagne francofone della Valleé.

Poi, mischiare le due cisterne di latte, e cosa salta fuori? Due cisterne di latte a concentrazione "X" di diossina, perciò entrambe vendibili ed utilizzabili.

Risultato: tutti sono contenti, e nessuno piange sul "latte versato".

Possibile che nessuno ci abbia ancora pensato? Davvero?

E se beccano il latte valdostano in viaggio verso la Campania, che fanno le autorità, arrestano il camionista per traffico di latte purissimo? Non scherziamo...

Questa è la democrazia della diossina. Invece di scartare la cisterna fuori norma, la abbiamo reimmessa nel sistema, e se ne bevono un po' tutti. Però in parti uguali e dentro i limiti di legge. Peccato però che la diossina sia un veleno che si accumula nell'adipe del corpo umano, e che sia perciò molto dannosa anche a basse concentrazioni.

Comunque il primo che usa quest'idea mi deve i diritti SIAE, come minimo.

 

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categoria:in italia, genocidio, civiltà della disinformazione, politica emolitica
giovedì, 10 aprile 2008

TUTTO IL MIELE CHE C'E'

C'è che all'inizio capita di voler togliere tutto l'amaro. Lo sai che togliere tutto l'amaro oggi, soffrendo magari un po', e' un gesto di grande amore verso il tuo domani. Oggi sei una formichina, che toglie lo sporco dal formicaio, oggi sei consapevole di questo carico di amaro, perchè lo sai che domani tutto questo lavoro ti ritornerà attorno, sopra, ti avvolgerà, ti darà calore e non rimpiangerai quello che hai un po' sacrificato oggi.

Lo sai, e già il pensiero ti scalda, un tepore...tu che mangi la pizza togliendo l'odiato contorno secco ed un po' bruciaticcio all'inizio, quando la fame ti guida, perchè sai che dopo sarà un tripudio di capperi ed acciughe. Tu che ogni tanto ti interroghi su quando verrà quel domani che viene dopo alle goccioline amare che hai estratto dalla vita, per lasciare solo il dolce.

Ecco, ti vorrei dire che quel domani è oggi. E' adesso.

E' ora di iniziare a raccogliere, è il tempo giusto. E' il tempo in cui puoi dormire distrutto ma senza cattivi pensieri. E' il tempo in cui puoi raccogliere il frutto, puoi cercare nel favo, puoi succhiare il nettare dolce. Non c'è da preoccuparsi, non troppo almeno. Sai che potresti essere qui, in Norvegia. O che potresti capire che il posto dove vuoi stare è invece la Romagna, la terra, la vigna. Sai che potrebbe andarti tutto bene, o anche che un po' di cose potrebbero andare storte, ma non sarebbe poi un dramma. Sai che puoi contare un po' su tutto, a partire da te, ma non solo. Sai che potreste vivere ancora molto, e sarebbe un bene. Sai che potrebbe anche capitarti di morire, ma un qualche segno lo hai lasciato e più di un paio di cieli diversi li hai potuti vedere. E questo non è forse abbastanza, ma è sicuramente qualcosa.

Oggi so che quel domani è oggi, e lo voglio succhiare tutto.

Tutto il miele che c'è.

 

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categoria:ho visto cose, norway
mercoledì, 09 aprile 2008

SPEGNERE LA FIAMMA

Boicottare i giochi cinesi si puo' e si deve. Il simbolo olimpico e' stato lanciato nell'abbraccio mortale col regime cinese, e ne e' uscito con le ossa rotte. La fiaccola fugge per le strade di Parigi nascondendosi come un ladro infame. La gente corre incontro al simbolo delle olimpiadi con i randelli e le forche. Il messaggio delle olimpiadi di quest'anno sara': "lo sport e' business, baby, ed il business non si ferma davanti a niente", neanche davanti alle 130 persone uccise ed alle 2300 arrestate dal regime cinese in Tibet.
Ricordatevi, la maglietta coi cerchietti colorati che non resisterete dall'acquistare nel mercatino rionale, e' un pugno in faccia ad un monaco tibetano.
Poi potete anche raccontarvi molte cazzate sull'argomento, fino a rendere il tutto normale e accettabile e giusto.
Ma la sostanza rimane, e lo sapete.

Boicottare i giochi cinesi, e boicottarne gli sponsor, come McDonald's.

AFFAMATO DI SPORT?

Monaco tibetano colpito marzo 2008

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categoria:tibet, genocidio, civiltà della disinformazione
martedì, 08 aprile 2008

MACELLERIA VATICANA

Sindaco di Cracovia: Buongiorno!

Macellaio con la mitra in testa: Buongiorno, desidera?

Sindaco di Cracovia: Vorrei una coratella di papa Woytila.

Macellaio con la mitra in testa: Certo! Gliela incarto?

Sindaco di Cracovia: Sì, grazie

Macellaio con la mitra in testa: Desidera altro? Una costoletta, un fegatino?

Sindaco di Cracovia: No grazie, a posto così. Arrivederci!

Sindaco di Chiavari: Buongiorno!

Macellaio con la mitra in testa: Desidera?

Sindaco di Chiavari: Sì vorrei il p*** di papa Woytila.

Macellaio con la mitra in testa: Certo! Glielo incarto?

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categoria:in italia, in nome del papa re, civiltà della disinformazione
domenica, 06 aprile 2008

SE L'ESPRESSO ATTACCA IL VINO

L'Espresso crede di aver fatto lo scoop del secolo: alcuni vini son fatti - fraudolentemente - con mosti "di sintesi". Questa e' effettivamente una frode, e va perseguita.

Per fare impatto mediatico, hanno chiamato l'inchiesta "Velenitaly", sospettosamente simile a "Vinitaly", la rassegna del vino italiano. Il messaggio che passa è: "il vino italiano è veleno".
L'Espresso dice che tali vini provocano il cancro. E neanche subito, ma "col tempo".  In teoria, un consumatore di tali vini potrebbe prendersi il cancro, per ragioni varie, e fare causa ai produttori di tali vini per omicidio colposo, mostrando lo scontrino d'acquisto della bottiglia.
Non e' detto che aggiungere zucchero al vino faccia venire il cancro, anzi potrei quasi sentirmi di escluderlo...il messaggio che invece passa sull'Espresso e' di una organizzazione criminale a livello nazionale che immette sul mercato veleni marcati come vini.
Si trovano molti riferimenti vaghi a concimi, pesticidi, "acidi", ma le poche informazioni precise non permettono di capire alcunche', anzi affievoliscono ogni preoccupazione.
Qualsiasi diplomato dell'ITIS capirebbe la poca preparazione dei giornalisti coinvolti, i quali usano a sproposito parole come "subdolamente", "cancerogeni" e via dicendo.

Dove voglio andare a parare? Se Federvini assumesse un paio di avvocatini freschi di esame e gli affiancasse un perito chimico,  il Gruppo RCS si beccherebbe un bel multone milionario per "diffamazione a mezzo stampa".

Ma non andranno a processo. Il gruppo RCS, dopo aver venduto tante tante copie dell'Espresso con questa farsa di "inchiesta", fara' ammenda privata con Federvini tirando fuori dall'archivione centrale tutte le interessanti ed imparziali "ricerche scientifiche" che documentano senza dubbi le inimmaginabili proprieta' benefiche del vino rosso, che e' afrodisiaco caritatevole e fa andare in paradiso.

Le vendite di vino ri-aumenteranno. E l'Espresso vendera' ancora, con le recensioni "imparziali" dei tanti eroici artigiani ed imprenditori del vino italiano, che sfidano le multinazionali cattive cattive.

L'unico coglione di tutta questa storia e' il lettore, che viene fregato all'andata, ed  anche al ritorno.

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categoria:in italia, civiltà della disinformazione
venerdì, 04 aprile 2008

NORWEGIAN WOOD

Una gatta pelosissima bussa alla finestra. Noi, e la finestra, ed una gatta pelosissima. E' un segno convenzionale, lei bussa e noi andiamo alla porta. Noi andiamo e lei aspetta. Noi apriamo e lei fa finta di fare la difficile. Poi entra, finge pudore, ma poi si spalma sul divano e chi la sdivana più. Tre cuori battono al confine col nulla. O col tutto. Col vasto. Se voi, fratelli miei, aveste rispettato le promesse dell'adolescenza, saremmo qui assieme a gridare sfide al burrone innevato. A invidiare la libertà dei gabbiani librati nel vuoto. Ci sarebbero anche i vostri cuori, qui con me. Vi aspetto, in ogni caso. Vi aspetto in ogni caso, vi venisse voglia di tuffarvi in un vuoto che in fondo è pieno, in una riflessione profonda nel gelido mattino. Vi venisse un dubbio, un giorno, non si sa mai.

Sul confine tra il nulla ed il tutto. Qui poter contare su qualcuno è ancora la differenza tra la vita e la morte, a dispetto dei centri commerciali e dei fiumi di corone. Un giorno il sole ti adula fino a farti arrossire, quello dopo il vento ti impedisce di spingere un pedale dopo l'altro. Sei nudo, e ti tocca di evitare ogni maschera. Sei nudo, nella bufera. Ti tocca di essere vero. And so I like it.

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categoria:norway
giovedì, 03 aprile 2008

E' IN GIORNI COME OGGI ...

Che vorrei che Dio esistesse. Lo so che non esiste, ma vorrei tanto che ci fosse. Almeno potrei lanciarmi dal fiordo, evaporare in mille goccioline bianche, salire su su fino a lui per poi prenderlo a schiaffoni, dargli del porco e scendermene giù con tranqullità.

Meno male - per lui - che non esiste.

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categoria:in italia
mercoledì, 02 aprile 2008
OFFRIRE E' (SOLO) META' DI VENDERE
Egregio Responsabile Commerciale Norvegese, ricevo con piacere la Sua gradita offerta di cani bastardini. Le faccio altresi' notare che la mia intenzione era di acquistare gatti siamesi, e non cani bastardini.
Prendo nota anche della sua risposta chiarificatrice, la quale include tutta la proverbiale flessibilita' di cui voi Norvegesi siete noti detentori: i cani bastardini sono affettuosi, costano poco ed inoltre, collateralmente, il Vostro Standard e' di trattare solo cani bastardini.
Rimane il fatto che in effetti io abbisogni comunque di gatti siamesi, per cui ciccia. Inoltre, le faccio notare che i suoi cani bastardini arrampicati sulla sua gamba stanno facendo all'amore col Suo costoso pantalone nuovo.
Cordiali saluti.
postato da: andrea99boban alle ore 18:58 | Permalink | commenti
categoria:norway
martedì, 01 aprile 2008

VELTRONI IL CAZZARO

Oggi il caro Walter Weltroni ha promesso, per semplificare la legislazione italiana, di eliminare 5000 leggi entro il 2008. Contato che se dovesse vincere, d'ora che ha nominato due ministri si e' fatto il primo maggio, che ad Agosto manco per il cazzo trovi uno che sia uno in parlamento, e che a dicembre tutti a comprare regali, diciamo che ha 6 mesi di tempo, che con 20 giorni lavorativi al mese fanno 120 giorni in tutto. Quindi, in media, dovra' eliminare 41 leggi al giorno. Se assoldasse una societa' esterna, con una quarantina di persone per fare questo lavoro, che lavorasse in totale autonomia e senza chiedere niente ne' al governo ne' al parlamento, i suoi consulenti non riuscirebbero in questi tempi neanche a leggere le leggi da eliminare, figuriamoci eliminarle e (magari) sostituirle. Siamo sicuri che le battute non gliele passa lo Psiconano-Testa-D'Asfalto? Perche' questa sembrerebbe proprio la sua. (O forse ci sono cimici nella villa di Arcore???)


veltroni-cazzata-5000-leggi

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domenica, 30 marzo 2008

E' MORTA MALPENSA, VIVA MALPENSA

Una prece, Malpensa chiude, o quasi. Se dovessi definire l'impressione che mi ha fatto Malpensa è "un aeroporto di inefficienza mediterranea con la tipica spocchia milanese".

Prima esperienza Alitalia-Malpensa.

Bologna-Malpensa, volo interno, poi Malpensa-Cairo. Bologna-Malpensa cancellato per "agitazione" sindacale. Autobus bestiame sostitutivo, 4 ore di comodo bus, la metà dell'infelice carico umano perde l'aereo e si dispera un po'. Noi arriviamo in tempo, correndo, e prendiamo l'airbus per il Cairo. Video per i film e tutti i confort, eh. Rotti, ma c'erano. Pollice verso.

Seconda esperienza, Malpensa in solitaria.

Treno Ravenna-Bologna, Bologna-Milano. Tre ore. Malpensa "Shuttle" (con tutti gli Shuttle che sono esplosi, proprio questo nome?) un'ora e venti. Correre. Layout cervellotico dell'aeroporto. Aereo in ritardo. Una vita per un viaggio. Ri-pollice verso.

Niente, é come se il dio dell'inefficienza e la dea delle tangenti avessero partorito uno scellerato aeroporto. Localizzato così, tra le infinite tangenziali meneghine ed il girone dei sodomiti.

Amen.

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venerdì, 28 marzo 2008

DIOSSINE FOR DUMMIES

mozzarelladiossinaVi spiego perche' l'allarme diossina sulle mozzarelle NON e' ingiustificato (Le parti virgolettate vengono da Wikipedia).

Cosa sono
"Le diossine, nel loro insieme sono molecole molto varie a cui appartengono composti cancerogeni. Ad esse vengono ascritti composti estremamente tossici per l'uomo e gli animali, arrivando a livelli di tossicità valutabili in ng/kg, sono tra i più potenti veleni conosciuti"

Come si formano nel ciclo dei rifiuti
"i vecchi impianti di incenerimento e la gestione dei rifiuti in generale producono quantità enormi di diossina, mentre gli impianti moderni, secondo le normative vigenti per i nuovi impianti, sono scesi a una frazione della produzione passata".
"Le emissioni più rilevanti di diossina, tuttavia, non sono quelle in atmosfera ma quelle nel terreno (...): oltre 35000 g/a contro 20000 al massimo. Su questo versante, i massimi responsabili sono i pesticidi, in fase di produzione ma anche di uso; seguono a una certa distanza i fuochi accidentali, nonché ancora una volta lo smaltimento dei rifiuti."
Bruciare i rifiuti in campo aperto produce MOLTA diossina.
Vista l'elevata tossicita', inoltre, servono metodi di analisi con altissima sensibilita'. Cioe' anche cercandola, non e' detto che la si trovi tutta.

Che faccia hanno
Le diossine sono molecole grosse, pesanti, che non viaggiano gassose, ma come pulviscolo: "Sono poco volatili per via del loro elevato peso molecolare, poco o nulla solubili in acqua (circa 10^-4 ppm), ma sono più solubili nei grassi (circa 500 ppm), dove tendono ad accumularsi". Per dare un'idea, 500 ppm (cioe' 500 milligrammi per chilo) e' una quantita' esagerata, vista la tossicita' delle diossine!

Come entrano nell'uomo
"Mediamente il 90% dell'esposizione umana alla diossina avviene attraverso gli alimenti (in particolare dal grasso di animali a loro volta esposti a diossina) e non direttamente per via aerea: il fenomeno del bioaccumulo fa sì che la diossina risalga la catena alimentare umana concentrandosi sempre più, a partire dai vegetali, passando agli animali erbivori, ai carnivori ed infine all'uomo". Capito? Mangiate l'agnello o il formaggio o la mozzarella, il latte, il salame eccetera, e se gli animali da cui derivano hanno brucato l'erbetta con sopra le diossine, ve le siete mangiate anche voi. E se ingrassate, nel vostro grasso stanno anche le diossine, fino a che non dimagrirete e ve le digerirete. Semplice, no?

Valutazione del rischio con riferimento alla mozzarella campana
(Non voglio dare giudizi politici, ma solo fare considerazioni tecnico-probabilistiche)
Bruciando i rifiuti ad Acerra, le diossine formate ricadono su Acerra e non, per esempio, su Roma: le diossine sono poco volatili, ricadono sui terreni vicini. Si sono bruciate migliaia di tonnellate di rifiuti a rischio, in Campania, ultimamente.
Inoltre, siccome molte cose seguono vie nettamente illecite in Campania, non ha molto senso pensare che l'insieme dei controlli relativi sia "un raggio di sole di legalita' nel buio illegale circostante".
Inoltre, tutto il territorio vive di quei prodotti, e pensare ad illeciti di mancata imparzialita' non mi sembra fuori luogo, come probabilita'.

Conclusioni personali
Per quanto mi riguarda, da umile perito chimico ed ingegnere chimico, viste la altissima tossicita' delle diossine e le alte probabilita' di ritrovare le diossine nei prodotti campani, io consiglierei di evitarli per quanto possibile. Attenzione pero': non e' che tutte le contaminazioni sono solo in Campania, per cui rimangono alti rischi residui. La scelta migliore e' *sempre* quella di conoscere un paio di contadini ed acquistare i prodotti agricoli da loro, almeno saprete che cosa vi mettete sulla tavola.

Cosa dicono gli esperti
Gli "esperti" esistono sempre, e parlano con la forza della tv. La stessa tv del bianco-che-piu'-bianco-non-si-puo'. E dicono che e' "sicura". Bravi, son tutti froci col culo degli altri. Io adesso li porterei ad Acerra per far loro fare una bella degustazione (vietato vomitare eh!). Un bellissimo e bilanciatissimo lancio ANSA  dice che "alcuni campioni analizzati sforano i valori di riferimento, ma poco poco". Vi ricordate i "pallini piccoli piccoli, per passerottini", di Don Camillo?

Comica finale
Un produttore di mozzarelle di Aversa, intervistato da La Stampa, a prova della bonta' dei suoi prodotti, afferma "ma noi abbiamo certificati su certificati, abbiamo un latte pastorizzato per 15 secondi di seguito a 72 gradi. Che altro dobbiamo fare?". Che altro fare? Bervelo voi! I certificati non sono, in chimica, salvifici come in burocrazia. Il latte a 72 gradi per 15 secondi, alle diossine non scalda neanche i piedi. Andate a nascondervi!