IN PRATICA IL PROGRAMMA PREVEDE UNA ZUCCA, CANDELE, spirito d'iniziativa e molta *MOLTA* voglia di zucca bollita, grigliata o what-the-fuck-ever per i successivi due mesi. Ho pensato che essere pagani sia l'unica cosa ragionevolmente alternativa all'essere agnostici. Almeno, la Natura esiste per davvero e la vediamo tutti i giorni.
Dapprima si inizia con Babbo Natale. Poi a sei-otto anni ti dicono che non esiste. Ma che invece Gesù esiste davvero.
Però.
Però se i grandi ti hanno mentito una volta lo possono fare, in fondo, anche due. L'ironico è che a Gesù poi alcuni ci credono davvero...fantastico - I think - credere ad un bambino figlio di dio, che nasce sotto la neve in Palestina (?!?!) da una madre - vergine - ingravidata da un *angelo*, beh...aridateme babbo natale e le renne volanti!!!!
I TORTELLI DI ZUCCA DI ZIO ANDREA99BOBAN
Ora, ci si equipaggia di moglie solerte e con spirito di iniziativa, la quale inopinatamente porta a casa un chilo e mezzo di zucca senza un'idea precisa di cosa farsene. Si guarnisce con il malsano progetto di fabbricazione di un tagliere in pioppo impiallacciato. Si ruba il matterello, ovviamente, alla nonna che non lo usa più per sopraggiunti limiti fisici.
Insomma, si parte, si menano uova su uova con farina 00, si pesta si mugola e ci si indolenzisce. Si fa grattare alla moglie due etti di parmigiano, la zucca nel contempo macera sul fornello a fuoco lento lento.
Non pago di ciò metà della produzione la si completa di amaretti tritati come si usa a Mantova.
Però.
Siccome al solo scandire "TORTELL..." lo spirito profondamente romagnolo in me salta su tutte le furie e puntuale sgrana un vaffa, qui i tortelli di zucca si chiudono a cappelletti - e che nessuno fiati.
Ad essiccare sul tagliere, poi in freezer dopo neve farinosa in sacchetti monouso. E così furono i due chili di tort... *cappelletti* di zucca di zio andrea99boban...se seguite questa ricetta e ci capite qualcosa, mandatemi un PayPal....un euro per l'ingegnere...vi prego...siamo poveri....
ANDREA99BOBAN GOES DENMARK
Le undici di sera, un folle taxi di innumerevoli semafori. La notte quieta. Kobenhavn. 4 stelle squallide. piastrelle bianche. Sorda moquette. Check in, e già sulla tv un manifestino stropicciato ti invita a comprare un pippen show per 10 euro. Un bagno caldo. Piumoni enormi ed ingestibili. La prima notte in Danimarca.
Poi di lungo, di meeting, di treni e di sontuose danesi. D'aereo. E di casa. E Denmark fu.
SOGNI ALLUCINATI
Il Nostro, l'andrea99boban, fa a volte sogni parecchio allucinati (a seconda di quanti champignon crudi ha ingurgitato la sera prima, more or less)
ANTEFATTO: Il Nostro, di recente, percorre una ventina di kilometri al giorno in bici nelle brume inquinate ravennati (per andare a lavorare). Mezzo di locomozione: una vecchia bicicletta certamente non da corsa, fiorita di ruggine e con un pedale tutto nuovo cambiato solo per decenza. Nessuna luce, i freni funzionano solo perchè non li usa mai.
SVOLGIMENTO: Il nostro, alle sei e mezza di sera di ritorno da Marinchia di Ravenna. Un folto pedalare. Piatto. Senza vento. Come al solito, inimmaginabili pantegane si scostano dal ciglio della strada come bimbi vestiti da winnie pooh che si tuffano verso il fossone. Puzza di petrolchimico in verdi rintocchi. Quieto. Il Nostro osserva la levetta del cambio. Ragnatele. Per paura d'iceppamento e di non tornare sull'amato rapporto lungo-che-più-lungo-non-si-può, il Nostro non cambia mai. E' in questo assorto inquinato che il Nostro, volto lo sguardo al pignone, nota un luccichio. Un altro rapporto! Più lungo del lungo-che-più-lungo-non-si-può..è lucente, platinato per evitarne l'usura. Ha talmente pochi denti che il Nostro giurerebbe fosse un mero triangolo, quasi impossibile. Il Nostro scatta la levetta e la meraviglia entra. Ingrana. Il Nostro spinge. Costante. Ma: implacabile. E' una locomotiva il Nostro, un'aura azzurrina lo circonda, la polvere si scansa, di ratti mostruosi neanche l'ombra. Il Nostro ciuffecciuffa, e cciuffa e cciuffa, locomuove verso il ponte mobile. Che è chiuso. Quella merda di una bettolina bastarda che fa cinque metri andare e cinque venire per giustificare i cazzo di soldi che...ma è un altro capitolo. Il ponte, dunque. Il nostro smarca un sorriso piacione, mira il pignone, aumenta il locomotore. Scintille. Il giubbino si apre. Il nostro ciuffecciuffa. La bici si stacca. Da terra. Il Nostro decolla. Il marinaio nappuletano si fa il segno della croce e bacia il rosario. Il Nostro (romanamente) se ne frega. E' il decollo che lo prende, che lo impegna...una brezza gentile lo incontra...e di lì a poco rifiata, supera l'Italmet e come confuso e travestito novello Mario Poppins atterra. Tranquillo.
Poi il Nostro si sveglia. Spettacolo.
DEL GASTROTEISMO E DEI SUOI RAPPORTI COLL'ITALICA GENTE
La religione condivisa, vera ed unica, è ora non il cristianesimo il comunismo o chicchessia, bensì il GASTROTEISMO, la religione che riconosce allo stomaco il primato assoluto. Si esce a cena in due, o tra amici, si invita a cena per lavoro per amore per sesso, si mangia per consolarsi e per festeggiare. Mangiare a crepapelle non è amorale per nessuno, il punto di incontro tra preti e laici, musulmani ed atei, cattolici praticanti o teorizzanti. Destra e sinistra si incontrano a cena, si mangia alla festa dell'unità come a quella del secolo d'italia, si mangia a scoppio alle cene di beneficenza (by the way: mangiare noi - molto - per dare da mangiare a loro - poco -: sublime). Spezzo una lancia per la tagliata bipartisan alle erbette neutrali, l'operaio ed il padrone mangian cosce di pavone.
Palinsesto TV, radio, programmi culturali e libri filosofici non disdegnano mai, a volte prediligono, la bella ricettona da 2000 Kcal a persona che fa contenti i nonni sul filo dell'infarto ed i nipoti dal generoso sovrappeso. Crapulate dunque, a natale come per pasqua, alla fine del ramadan come a compleanni matrimoni hannukah e solstizi vari, fate piovere sul vostro bagnato, salsiccioni unti che a fatica vi trascinate per strada in adorazione del nuovo ristorante coi tortellini a 15 euro il piatto. Un contento e chiatto chiatto esercitone di amebe purulente si agita alla ricerca del proprio dio: lo stomaco.