NEL SENSO CHE, MI MANCHI
Mi manchi perchè il tuo corpo livido al mio abbraccio non si svegliava. Mi manchi perchè non eri una parola buona, ma una parola intelligente. Mi manchi nella curiosità tua di conoscere. Mi manchi perchè non ti posso più abbracciare, praticamente solo per questo, in fondo.
Mi manchi nella ripulsa dei preti, nella falsità del mondo, mi manchi perchè sapevi così tante cose, e perchè non ti trattenevi dal parlare in modo intelligente ad un moccioso di dieci anni. Sei un vuoto che non si colma, una presenza che non può andarsene ma neanche tornare. Mi tormenta non avere capito, che era ormai ora e bisognava salutarsi bene...di quelle parole che bisognerebbe sempre dirsi, ma che mai si riescono a dire.
So che non tornerai e che non sei neanche in cielo, nè in paradiso o all'inferno, perchè non esistono.
Nel senso che, mi manchi nonno, e non ha ormai senso dirselo ora, o scriverlo qui...
PAPALE PAPALE
Eh no, adesso basta. Prima quella storia delle radici comuni dell'europa, con relativa minaccia di scomunica, ed ora l'annuncio che l'inferno esiste, quindi state in guardia.
Ma chi cavolo ti credi di essere, Ratty? Non sei Einstein, non sei niente! Più che radici comuni, l'europa ha avuto per molto tempo PARASSITI comuni, strutture che l'hanno mantenuta arretrata e solo i popoli che le hanno sapute affogare hanno progredito rapidamente.
Vedi il protestantesimo e l'anglicanesimo.
La storia non scomunica nessuno, caro panzerfuhrer del cattolicesimo, semmai ti regala i soldi dei tuoi abbacinati devoti, la storia ti dà ragione come capo di stato, ma non ti dà evidenza della fede avuta. La storia è l'antifede per eccellenza, perchè registra avvenimenti veramente accaduti e li interpreta, non usa certo il tuo simil-Codice Da Vinci come metro...la storia non ha 33 anni - cioè "dieci volte perfetto ed ancora perfetto" - la storia non passa 40 anni nel deserto per simboleggiarne "tanti".
Per la storia puoi morire a "insignificanti 61 anni" dopo aver passato 2 anni nel deserto.
L'inferno esiste? Dov'è? Quanto è grande? Abbiamo un solo corpo, una sola vita, una mente che più o meno lo manda avanti. La speranza è qui - ora -e non ci sono tempi supplementari, caro Ratty, tu lo sai meglio di me, ma ti serve un bastone per mandare avanti il gregge, no?
Beeeeeeeeeh, io no.
SE AVESSI UN PENNY per ogni errore fatto finora, sarei ovviamente inglese. Ma siccome sono italiano, avevo accumulato la mia esperienza in pezzi da 50 Lire. Da quando me l'hanno cambiata in Euro questa esperienza non vale più un cazzo.
Rassegnarsi ai mandolini tutt'attorno ed in essi proliferare??? O ancora si è in tempo per scandinaviamente ricominciare? Intanto l'Irlanda dispera. E la coperta calda fa più gola dell'incognito inverno barbarico...
CINE-ASTI EURO-PEI
Guardo molto cinema. Soprattutto europeo. Lo pago molto poco. Ma comunque lo guardo. Lo guardo prima da fuori all'arrivo, é pieno così di macchine e motorini. Da dentro, pieno di gente di tutte le età. Me compreso, richiamati da una pubblicità martellante. Eterni ripetenti a vedere tutti la stessa storia ripetuta. Per illustrare questo pensiero mettiamo che il film pubblicizzato su Rai1 Rai2 Rai3 italia1 canale5 rete 4 giornali e radio sia CAPPUCCETTO ROSSO del regista Tal-dei-Tali.
Che non vi venga in mente che sia la solita favola trita e ritrita. Nooooo assolutamente no. Ve lo dicono Rai 1 Rai2 Rai 3 italia 1 canale 5 rete 4 giornali e radio. E allora ci crediamo. Vediamo come, i registi italiani più famosi, "interpreterebbero" la favola in questione:
CAPPUCCETTO ROSSO
di Ferzan Ozpetek
Trama: La madre di Cappuccetto Rosso, che bada solo al lavoro e la trascura, la manda dalla nonna per levarsela di torno. Cappuccetto Rosso-interpretata da Margherita Buy (la madre: Nilla Pizzi per mantenere le distanze di età) si inoltra nel bosco ed incontra il lupo - Stefano Accorsi, che chiaramente è gay, la segue interessato per copiarle il make-up, mentre Cappuccetto Rosso si innamora di lui. Arrivata dalla nonna - interpretata dalla mummia di Nefertiti per mantenere le distanze di età, Cappuccetto Rosso si ricorda che un antico cantante di Sanremo abusò di lei quando aveva 5 anni. Nel frattempo entra il lupo, sempre più infinocchito, che urla e sbraita come solo Accorsi può. Per proteggere la mummia da Accorsi - lo so - è un buco di sceneggiatura, come solo Ozpetek può fare - arriva un cacciatore, Serra Yilmaz, paffuta donna turca, che con accento strano convince Lupo-Accorsi a cambiare vita. Margherita Buy piange impreca e fuma. Sigla finale: grazie dei fior cantata da DJ Francesco e Paul Anka.
Un capolavoro.
CAPUCHITO TINTO (cappuccetto rosso)
di Pedro Almodovar
Trama: La madre di Cappuccetto Rosso, che è un uomo, la manda dalla nonna per restare sola col fidanzato, un giovane aitante e baffuto spagnolo. Cappuccetto Rosso-che ench'essa è un travestito, si inoltra nel bosco ed incontra il lupo - che è una lesbica. Arrivata dalla nonna - interpretata da un ippopotamo - colpo di scena - Cappuccetto Rosso si ricorda che un uomo non gay abusò di lei quando aveva 5 anni. Nel frattempo entra il lupo lesbico, in preda ad una crisi depressiva incredibile. Fumano piangono assieme e gran scena di sesso con la nonna-ippopotamo. Entra uno spagnolo non gay e li ammazza tutti. Titoli. Tango.
Un capolavoro.
CAPPUCCETTO ROSSO
di Gianni Vanzina
Trama: La madre di Cappuccetto Rosso, Eva Grimaldi, che bada solo a farsi il manicure, la manda dalla nonna per rimanere sola con Christian De Sica. Cappuccetto Rosso-interpretata da Aida Yespica, si inoltra nel bosco ed incontra il lupo - Massimo Boldi - che sbava all'idea di guardarle il culo. Intermezzo con un comico romano che spara due cazzate in romanesco. Cappuccetto Rosso, per qualche oscuro motivo, si spoglia nel bosco. Arriva poi dalla nonna - Eva Henger - e le porta la pajata cogli spaghetti all'amatriciana.
Cappuccetto Rosso - per misteriose rivoluzioni della trama - mostra una tetta.
Boldi la chiama, lei gli promette un incontro in un motel. Boldi entra al buio nella stanza del motel ed invece di Cappuccetto Rosso c'è la Sora Pina. Colpo di scena ;-).
La nonna - Eva Henger - mostra una tetta. Sigla finale: La canzone tormentone dell'estate precedente.
Un capolavoro.
CAPPUCCETTO ROSSO
di Tinto Brass
Trama: La madre di Cappuccetto Rosso, Eva Grimaldi, che bada solo a farsi il manicure, la manda dalla nonna per rimanere sola con un vecchio e grasso fumatore di sigaro. Cappuccetto Rosso-interpretata da una sciacquetta russa con pochi scrupoli, si inoltra nel bosco ed incontra il lupo - un vecchio bavoso fumatore di sigaro, che la violenta ma a lei piace. Intermezzo con una tipa a pelo al vento. Cappuccetto Rosso si spoglia nel bosco. Arriva poi dalla nonna - Eva Henger - e le porta le proprie mutandine.
Cappuccetto Rosso - per misteriose rivoluzioni della trama - mostra una topona pelosissima.
Entra il lupo-un grosso vecchio col sigaro- che cerca di farsele entrambe ma poi glipiglia un infarto.
Arriva un cacciatore. Le due donne ridono e gli mostrano una tetta. Lui si accende un sigaro.
Sprolippio di culi e giarrettiere. Sigla finale: Un motivetto anni '30.
Un capolavoro.