PARTENZE E RITORNI INFINITI
E ancora arriverà un taxi, mi chiamerà Sir, e caricherà il mio bagaglio di rutinarie abitudini, poi striscerà la carta, firmerò lo scontrino e mi troverò al check-in di Vaernes. Togliere e rimettere la cintura dei pantaloni, poi il duty-free e via andare. Il check-in nell'albergo, una birra coi colleghi la sera, i cuscini della stanza di turno, la tv.
Andare e tornare, con un fardello di rapporti da compilare, di panini per pranzo, di taxi da prenotare ed aerei ancora da prendere. Infine, un nuovo taxi mi estirperà da Vaernes per riportarmi sulle verdi colline.
E domani, inizierà un altro conto alla rovescia fino alla prossima missione britannica/scandinava/teutonica/italica/belga e chi più ne ha (da suggerire) più ne metta. Oramai ho più confidenza con le nuvole che con i ciuffi d'erba...
Ecco, oggi il mitico Scajola - quello che definì Marco Biagi un "rompicoglioni" perchè chiedeva insistentemente di avere la scorta - qualche mese prima di venire ammazzato dalle brigate rosse - ha annunciato che fra cinque anni le prime centrali nucleari vedranno la luce.FIOR DI FIORDO (MAGGIO A 63 NORD)
Troppe parole, a volte. Oggi solo immagini. Norvegia, 2008, maggio, barca e fiordo a 63 Nord (tra Trondheim e Snillfjord, più o meno).
L'album completo sta qui
Read-Only Memory (ROM)
Si parlava di rom, o di nomadi comunque. Dunque.
Era il 1993, e frequentavo con profitto l'Istituto Tecnico Agrario di Imola. Ora, nell'indirizzo che scelsi, sperimentale, c'era chimica fin dal primo anno. Ed io me ne innamorai. Arrivato al secondo anno, il nostro bravissimo professore, un romagnolo sanguigno, decise di presentarmi alle Olimpiadi della Chimica, una gara a livello regionale che si teneva all'Istituto Ciamician dell'Università di Bologna. Mi ha accompagnato nella caotica Bologna, io del paesino, così spaesato. Ho gareggiato e sono arrivato terzo.
Dopo una settimana, la premiazione. Questa volta anche mio padre si aggiunge alla comitiva, si prende un giorno libero dalla campagna, il professore ci accompagna in treno, ci offre la colazione. Noi eravamo felici, forse il professore, il mitico R*ga****i (privacy!), era il più giocondo. Torniamo a casa con un bel diplomino, un librone pieno di illustrazioni di Bologna, e centomila lire. Avevo sedici anni, e quel premio era una gran cosa. Primo, perchè tutti i sedicenni hanno bisogno di conferme. Secondo, quelle centomila lire erano anche un po' di soldi, e mi facevano vedere che impegnandosi si arriva a qualche risultato tangibile.
Cosa centra coi nomadi? C'entra, eccome. L'anno successivo, dopo una faticosa giornata a raccogliere le pesche, torniamo a casa e la troviamo svaligiata. Avevamo visto i soliti nomadi gironzolare attorno a casa, li abbiamo visti noi ed i nostri vicini. Sapevamo chi erano, dove abitavano e che cognome avevano. Poi al momento giusto hanno colpito. Non hanno portato via molto, ma tra le due cazzate che hanno avuto il coraggio di rubare, c'erano anche centomila lire, con sopra scritto, a biro, da me: "Terzo classificato Olimpiadi della Chimica, Bologna 1993". Ecco, il sedicenne che alberga ancora in me, vi odia.
Nel 2001 siamo passati all'euro, la banconota è stata "smaltita". Ecco, è questa memoria di sola-lettura, incancellabile, che mi viene in mente quando leggo le vostre recenti, eroiche gesta.
NO COUNTRY FOR NEGATIVE MEN
Lessons Learned nr.2. Ecco, volevo capire chi avesse trasmesso il virus disfattista all'Italia. Volevo capirlo adesso, perchè quando ci sei dentro ci sguazzi e fai fatica a capire, è la stessa brodazza in cui ogni giorno ti svegli e difficilmente ti ci raccapezzi. Ecco, senza tirare fuori sole mare e mandolino, o un "Rialzati, Italia!" di recente successo elettorale, dalla lunga distanza sembrerebbe effettivamente che i "molti e gravi problemi che affossano il Belpaese (maglia nera al Belpaese, hare hare khrishna khrishna hare)" possano essere un po' ridimensionati.
E non lo dico perchè sono smemorato, ma solo perchè adesso che mi sto facendo questo Euro Tour dell'ingegneria tra Norvegia Italia Belgio Svezia Gran Bretagna, presto pure una breve toccatina alla Germania, capisco che "i fenomeni non crescono sugli alberi". In tutti questi posti si dice che "l'erba del vicino è sempre più verde", ma nessuno di questi riesce a perderci la testa, in questo proverbio, quanto gli Italiani.
Ce la perdevo pure io la testa, sia chiaro eh, ed il disperare delle cose al confronto con gli "altri" non aiuta di certo ad ottenere i migliori risultati.
La differenza tra questi posti - tutti - e l'Italia che conosco, è invece sicuramente nella autostima, nella fiducia nelle proprie possibilità, nel credere nei propri mezzi. Credere nei propri lavori, progetti, metodi, e spendersi fino in fondo in essi.
Allora mi scrivo un promemoria: "Non puoi sapere che otterrai il 100%, non sei onnipotente e molte variabili non dipendono solo da te. Ma se ti metti in gioco completamente nei progetti in cui credi, otterrai risultati sorprendenti. Avanti senza paura, quindi, con ottimismo ed impegno".
Ecco, il post è finito e non ho dimostrato o capito chi abbia inoculato il virus disfattista nel Belpaese, ma credo che almeno io, un modesto 59milionesimo, ecco dicevo io - quel virus lì - non ce l'ho più. Se vi sembra poco...
SCIVOLANDO COSI', VELOCI VELOCI VERSO IL FASCISMO
Qualche decennio fa, l'Italia si trovò in grave difficoltà, con una guerra vinta ma ad un prezzo sproporzionato, con milioni di soldati che non sapevano più cosa fare dopo aver visto la macellaria delle Alpi e del Carso, senza lavoro e con una economia distrutta. Nel mentre a Roma la classe politica non capiva neanche lontanamente il disagio della popolazione, discuteva di destra e sinistra e fanfulle internazionali, mentre il salumiere, il contadino e l'operaio non sapevano dove sbattere la testa. La situazione in Italia, oggi, 2008, è molto simile. La popolazione cerca risposte che la classe politica non riesce a dare, neanche lontanamente. Mussolini andò al potere grazie ad una legge elettorale che prevedeva di dare la maggioranza assoluta al partito che avrebbe ottenuto la maggioranza relativa dei voti. Il che, è esattamente ciò che la legge elettorale attuale prevede. Approvata dalla destra, e mai cambiata dalla sinistra - distratta dai propri calcoli di bottega, sicura di poter vincere con quella legge, e dando per spacciata la destra sconfitta nel 2006.
L'Italia di oggi ha visto un certo benessere, che nonostante l'impegno dei cittadini sta scivolando via. E quando un male si presenta, le cause le si trova, in qualche modo. Allora la colpa venne data alle potenze straniere, tanto cattive ed ingiuste con l'Italia. Oggi, la colpa è data, abbastanza facilmente, all'insensata politica-non-politica dell'immigrazione comunitaria, che consente a masse incontrollate provenienti da paesi molto diversi dall'Italia, di stabilirsi nel belpaese non-si-sa-bene-dove per fare non-si-sa-bene-cosa.
Oggi come allora, non è colpa solo della "destra". La destra autoritaria non esiste senza il consenso popolare, così come il fascismo non potè esistere se non grazie ad un vastissimo consenso popolare. La storia dei quattro facinorosi aizzati dal capoccione di Predappio potete raccontarla sugli scadenti libri di storia della scuola pubblica, ma mi dispiace - non regge. Oggi, come allora, l'onda di destra si regge sulla incapacità della sinistra di avere una visione credibile del mondo, che non si regga su capriole retoriche o bandierine con l'arcobaleno sopra. Mentre la tv mostra il tabaccaio morto ammazzato per mano di un clandestino, la sinistra dice, prima, di non essere razzisti, poi, che gli immigrati fanno più che altro del bene al paese, e poi che forse sì, un po' di controllo ci vorrebbe, ma poco poco. Questo non ci dice come vorrebbero risolvere il problema della perdita del controllo del fenomeno. Neanche la destra lo dice, ma usa una retorica più calzante, fa annunci altisonanti e cavalca l'onda. Stessa cosa che fece il partito fascista, aiutato dalla fuga all'Aventino delle sinistre "civili".
La sinistra attuale ha fatto un uso così sconsiderato delle parole "fascismo", "antifascismo", "resistenza" che non hanno più nessun effetto sulla popolazione italiana, tanto che il Berlusca ha candidato alcuni personaggi apertamente fascisti, ed ha stravinto le elezioni. Forse, addirittura, la presenza di quelle figure ha favorito il successo del Berlusca. Chiamiamolo, diciamo, "effetto Pierino-ed-il-lupo".
Un grande aiuto all'onda autoritaria la sta dando anche l'Unione Europea, che alle richieste italiane di controllare i flussi sospendendo Schengen, risponde, proprio oggi, che "il provvedimento deve vedere favorevoli la maggior parte dei paesi della comunità, e che servono almeno tre-quattro anni di tempo per attuarlo". Come all'aumentare dell'inflazione, la proposta di Tremonti di avere "l'euro di carta" vide le pernacchie scomposte della burocrazia Franco-Belga-Tedesca che governa veramente la comunità.
Ecco, questo senso di impotenza che la gente sente sul proprio futuro e sulle proprie scelte, questa sgradevole sensazione, e' un fiumicello che si accumula in un capiente invaso limitato da una fragile diga. Nel caso i tromboni di Bruxelles non se ne fossero accorti, i problemi non si risolvono insabbiandoli, ma dando loro sfogo controllato incanalando le acque quando il momento è ancora propizio. Ecco, io penso che il momento sia già passato da un pezzo.
Non sarà necessario un capoccione di Predappio o una serie di camicie nere in giro, la diga si può rompere da sola, per incuranza. I problemi insoluti trovano una soluzione naturale, da sè. Giusta o sbagliata che sia, la trovano e basta, quando il troppo è veramente troppo.
La visione allarmistica degli avvenimenti di cronaca ed economia italiani velocizza questa evoluzione, ed è fomentata dai media. Ma non solo da quelli di proprietà di Berlusconi, bensì da tutti, anche da quelli che il Berlusca lo odiano proprio, e che cercano di montare su di lui casi fasulli, rendendosi ancora più ridicoli - mi riferisco alla Repubblica di Scalfari, Mauro, Diamanti.
Viene un momento in cui tutte le componenti più irrazionali si sintonizzano con gli intellettuali, i droghieri, i tassisti, i pizzicagnoli, le piadinare e le parrucchiere, impiegati ed avvocati, tutti con lo stesso sguardo puntano verso lo stato e chiedono una spiegazione ed una soluzione. E' in quel momento che se lo stato non riesce a rispondere, esplode tutto e non ci si può fare più niente.
Se chi governa Bruxelles non si sveglia, e subito, potrebbe venire il momento in cui gli intellettuali, i droghieri, i tassisti, i pizzicagnoli, le piadinare e le parrucchiere, impiegati ed avvocati, prendano in mano un bastone a testa ed inizino a randellare come capita, a destra ma sopratutto a manca, e senza fare tanti distinguo o "convergenze parallele".
Bruxelles, toc toc! Is anyone in?
WORCESTER SAUCE
Dice che la salsa Worcester la fanno veramente a Worcester, e quando la produzione entra nel vivo, tutta Worcester sa di salsa. A volte, il Severn straripa e allaga i ristoranti che ci si affacciano. Tanto poi vendono un barolo a 40 pound ed in un attimo i ristoranti si riprendono. Dice che tutto è più caro ed il governo vuole sempre più tasse, ogni anno peggio. E' una storia diffusa, non proprio di esclusiva inglese. Poi le signore della BBC ci dicono alla mattina presto che ogni famiglia inglese butta via in media 50 pound di cibo ancora buono, ma non si sa com'è, e lo butta via. L'austriaca che gestisce il pub ha un accento talmente tedesco quando parla in inglese che palesemente lo fa per prenderci per il culo tutti, come se Goebbels ti spinasse una Franziskaner dopo essere diventato oriundo britannico.
In questa Worcester di maggio 2008, i gabbiano amoreggiano un po' troppo. Ti tengono sveglio, alla mattina prestissimo, e di tanto in tanto - come direbbe la Caterina Guzzanti - "sganciano". Worcester, una cittadina tipicamente inglese, di mattoncini rossi, delicatamente screziati di guano bianco, che se a qualcuno viene l'idea di dare Imodium o Enterogermina a questi pennutacci, fa un terno al lotto.
La mattina la vigilessa con la casacca fosforescente pianta un segnale di stop in mezzo al passaggio pedonale per fermale la processione di macchine e far passare i bambini che attraversano assieme alle mamme. Un barbone 15 ore dopo ti chiede "got any change, Sir?" ma signorile, senza insistere.
Sir di qua e Sir di là. Quasi quasi me ne potrei convincere. Nelle moquette dell'albergo specializzato in matrimoni, con mega torta di cioccolato a tre piani.Tutti i segreti per una perfetta manicure della sposa, sono le 5:45, il sole si è appena svegliato, i gabbiani no, anzi. La donna delle pulizie sposta il cesto dei prodotti per pulire da sopra al divanone in pelle umana.
Adesso stop. Un altro che si ostina a chiamarmi Sir è arrivato, e tocca salire sul suo taxi, a parlare un po' di tasse benzina e governo.
TURBONUVOLA IN MISSIONE INTERSCANDINAVA
Limite degli 80, poi 60 poi 70 poi 80. Su fondo bianco. Poi, 80 su fondo giallo. E' il segnale. Poi niente da dichiarare, ed i pallini sulle A passano da uno grosso a due piccoli. E' così che si passa dalla Norvegia alla Svezia, grossomodo.
Lasciamo il fiordo per raggiungere la tundra, e diversi gradi in meno di temperatura. Gli alberi si fanno tozzi, bassi. Muschio in aumento. Laghetti sempre più ghiacciati, sprazzi di neve sempre più fitti, fino a coprire tutto.
Un branchetto di renne giovani giocano sui binari della ferrovia, così giovani da non avere ancora le corna. Tra l'ocra ed il grigio, così tranquille da sembrare pecore oversize un po' rassegnate.
Un grande lago ancora ghiacciato screziato dalle lusinghe della primavera, ai piedi di un monte innevato. Tutt'intorno, una nebbiolina bianca e fine.
Davanti a noi si apre Ostersund, capoluogo della Contea svedese di Jamtland.

Torrente nella tundra

Yet-another "Torrente nella tundra"

Bangkok nel Nord della Svezia?????

Nuvole si specchiano sul lago di Ostersund

Guardie di legno si specchiano sul fiume che lambisce Ostersund. Fra qualche settimana saranno sveglie.
