SI .. PUO' .. FARE !!!!!
Alcuni giorni fa i medici romani hanno prodotto un documento comune, contenente numerose firme illustri, che stabilisce che i feti nati molto prematuri ma comunque vitali ed in accettabili condizioni mediche, vanno rianimati comunque, indipendentemente dal parere dei genitori.
Questa affermazione di principio sembra ovvia e scontata ai piu', ma non lo e' assolutamente.
Infatti, Papa-Ratzi e con lui una vasta schiera di cattolici di ogni ceto sociale, coglie subito le implicazioni di questa affermazione e le inserisce nella revisione storica che si sta cercando di fare rispetto alla legge 194 che regola l'aborto in italia. Infatti, secondo Papa-Ratzi, anche i feti abortiti in osservanza della legge 194 devono venire rianimati ad ogni costo.
Ora. Chiunque sa che un feto puo' essere rianimato con qualche speranza di successo, e senza generare un futuro invalido permanente, solo se come eta' si aggira attorno alle 24 settimane (cioe' 6 mesi) mentre la legge 194 permette di abortire entro 12 settimane (cioe' 3 mesi) di eta' del feto. Quindi - pensano i piu'- se si e' applicata la legge 194 il feto e' non rianimabile perche' troppo giovane, e se lo e' invece, e' stato abortito per gravi motivi medici e comunque fuori da tale legge.
Cioe', i piu' pensano: o il Papa-Ratzi e' completamente ignorante in fatto di riproduzione umana, o e' un gran furbacchione e tenta di strumentalizzare tale lettera per rafforzare l'attacco alla legge 194 (con argomenti totalmente fuori luogo).
Maligni. Voi non sapete quello che dite ed Egli per questo vi perdona.
La tecnologia per rianimare feti prematuri, di meno di 12 settimane, esiste eccome. E' una tecnologia piu' che consolidata, e sviluppata verso la meta' dell'ottocento da un famoso medico, tedesco anch'egli come il Papa-Ratzi. Inizialmente destinata a rianimare individui adulti, anche gia' morti da qualche tempo, tale tecnologia e' stata in seguito applicata anche ai feti molto prematuri.
Si sa che il problema principale e' la mancanza di organi sviluppati, per un feto di meno di 12 settimane, ma a questo il medico tedesco in questione ha posto rimedio riutilizzando organi di persone gia' decedute, rianimati assieme al feto attraverso l'impiego di fortissime scariche elettriche.
In accordo a quanto riportato dalla biografa dello scienziato, la signora Shelley, al tempo era impossibile disporre di energia elettrica sufficientemente intensa, per cui l'unico modo era captare un fulmine ed indirizzarne la potenza verso questo nobile fine umanitario.
Per chi fosse scettico, uno dei primi esperimenti del luminare tedesco e' stato filmato, coi mezzi di fortuna dell'epoca, a imperitura dimostrazione:
(dedicato al mio ex collega Giovanni, grande fan di questo film)
