LE RADICI DELL'UOMO FORTE
In questi giorni Berlusconi sta proponendo leggi che, se passassero come sono, gli darebbero più o meno i poteri che Lukashenko ha in Bielorussia. Onnipotente, intoccabile. Un satrapo orientale, praticamente. Il bello è che alla popolazione non gliene potrebbe fregare di meno. Neanche all'opposizione, dopotutto.
Questo perchè la popolazione italiana ha ormai capito che la democrazia in Italia non può fuzionare. E questo non dipende nè da Berlusconi, nè dalle tv che ha o non ha, nè dagli italiani di oggi.
La democrazia in Italia è morta a partire dai compromessi degli anni '70, via via fino alle vergognose pagine degli anni '80, in cui per un litigio tra De Mita e Craxi i governi duravano dieci giorni, diventavano balneari, natalizi, si rimaneva mesi in condizione di stallo senza un governo, si facevano i veti incrociati e le convergenze parallele.
"Gheddafi manda i carrarmati" e i socialisti "a noi quanti ne toccano?" era una delle barzellette di allora. I tempi in cui la verità la potevano accennare solo i comici. I tempi delle correnti, del pentapartito, delle tonnellate di caffè che andavano via al congresso nazionale della DC. Il tempo dei delfini, della scala mobile, delle borse piene di medicinali gratuiti con cui si tornava a casa, felici, dal medico.
La gente ci ha provato, a crederci di nuovo, subito dopo tangentopoli, ma il declino era solo rimandato. Il disastro economico ha reso la gente stanca.
Servono ordine e certezze, ormai. E' l'inevitabile momento del dittatore.