RAVENNA-IN-A-BOX.
slide 1 - Le piste ciclabili
A Ravenna l'inventiva stradale la fa da padrona e la geometria non euclidea basata sulle linee curve (e ROTONDE - ma è un'altra storia) regna incontrastata. Orbene, in Ravenna, per esempio sulla lunga Via Trieste che l'urbe collega al mar, sussistono delle magnifiche piste ciclabili, ai lati della strada.
Esse sono costituite di mattoncini rossi incastrati pazientemente da maestri artigiani a mano in lunghi miliardi di lavoro precati, ed hanno una larghezza tale che se aveste la sventura di incontrare un pedone, purchè non sia delle fattezze di Kate Moss, avreste un frontale assicurato. Esse sono inoltre separate dalla strada da un muretto, oltre il quale giace fila di platani, e quindi la pulizia di essa non è nè agevole nè redditizia. Succede perciò che una bottiglia di vetro rotta in loco da Galla Placidia durante un alterco con Cicerone, ivi rimanga in secula seculorum.
Altro spinoso problema di esse piste ciclabili (ma raramente ciclate) è l'incrocio a raso con miriadi di stradine perpendicolari e macchinabili, le quali macchine per vedere chi stesse eventualmente passando su Via Trieste sono use bypassare completamente tale pistina in mattoncini fino oltre i platani, con gravissimo rischio dell'eventuale ciclopedone. Esistono in Ravenna anche piste ciclabili di dimensioni decenti, ma sono ivi rare e poco menzionabili. La gran parte di esse destina al ciclopedone uno spazio che è più un incoraggiamento a dimagrire che una reale possibilità, spesso con continuità di viaggio ridotte (500 metri, tipo) poi stop macchine rotonda stop macchine rotonda.
Per fortuna che i mattoncini usati sono ROSSI, e quindi queste piste ci vanno più che bene. Cordiali.
