DEL GASTROTEISMO E DEI SUOI RAPPORTI COLL'ITALICA GENTE
La religione condivisa, vera ed unica, è ora non il cristianesimo il comunismo o chicchessia, bensì il GASTROTEISMO, la religione che riconosce allo stomaco il primato assoluto. Si esce a cena in due, o tra amici, si invita a cena per lavoro per amore per sesso, si mangia per consolarsi e per festeggiare. Mangiare a crepapelle non è amorale per nessuno, il punto di incontro tra preti e laici, musulmani ed atei, cattolici praticanti o teorizzanti. Destra e sinistra si incontrano a cena, si mangia alla festa dell'unità come a quella del secolo d'italia, si mangia a scoppio alle cene di beneficenza (by the way: mangiare noi - molto - per dare da mangiare a loro - poco -: sublime). Spezzo una lancia per la tagliata bipartisan alle erbette neutrali, l'operaio ed il padrone mangian cosce di pavone.
Palinsesto TV, radio, programmi culturali e libri filosofici non disdegnano mai, a volte prediligono, la bella ricettona da 2000 Kcal a persona che fa contenti i nonni sul filo dell'infarto ed i nipoti dal generoso sovrappeso. Crapulate dunque, a natale come per pasqua, alla fine del ramadan come a compleanni matrimoni hannukah e solstizi vari, fate piovere sul vostro bagnato, salsiccioni unti che a fatica vi trascinate per strada in adorazione del nuovo ristorante coi tortellini a 15 euro il piatto. Un contento e chiatto chiatto esercitone di amebe purulente si agita alla ricerca del proprio dio: lo stomaco.