Sembra che da quando alla NASA le temperature le "elabora" un consulente legato ad Al Gore, anche il passato sia diventato piu' caldo. E che tutto questo trend di temperature in rialzo lo veda solo la NASA.
Norvegia d'estate è un immenso giardino fiorito, che Odino tiene in bilico tra la violenza degli elementi ed una luce senza fine.
Ci si annusa, si abla o si fala, comunque il cuoco tunisino viene da Hammamet ma parla norvegese. Il crocchio delle spose brasiliane agita molte natiche nei vestiti attillati. Norvegesi completamente bevuti fissano la pista o fumano, nel vuoto dei loro occhi persi. Il ballerino brasileiro si spupazza bionde norvegesi che andranno a casa con lui per farlo felice. Il giorno dopo per strada non si saluteranno. Compare un ingegnere peruviano, e pare che la Fiera di Roma sia alquanto decente. Nelle danze, poi, ed ancora fuori, compare una qualche signora che parla spagnolo.
Capita di andare a cena+partita da una coppia di amici norvego-brasiliani, cena di pesce veramente ottima, poi capita di andare ad una Sommerfest a casa di chissà-chi, ma ha a che fare con il corso di salsa cubana. Tra una presentazione e l'altra, un maestro di ballo sposato con una cubana diciottenne, un paio di bellezze norvegesi, alcuni brindisi all'estate in corso, arrivano un po' di taxi a portare i convitati "downtown". Si riparte così alla mezza al club Caribe, un affascinante postaccio-melting pot dove incontri tutti gli immigrati di Trondheim, all'interno un'orchestrina unta e fumosa suona salsa cubana per ore e ore, la gente balla indiavolata come nei 'peggiori bar de Caracas', i buttafuori ti squadrano, le donne ti urtano sulla pista.




ITALICA
L'Italia mi è sembrata esattamente come l'avevo lasciata.
China su sè stessa in discorsi talmente locali e campanilistici da essere inspiegabili ad un osservatore esterno. Una punta di razzismo crescente verso indefinibili stranieri, oggi rom ieri albanesi l'altroieri marocchini vù-cumprà.
La benzina è più cara, ed il gasolio l'ha raggiunta. Le mammine continuano ad accompagnare il figlioletto a scuola per fargli evitare 2 km sotto una leggera pioggerella. Quattro frecce e via andare, si può parcheggiare anche di fronte al pronto soccorso. L'auto perfino a letto. Solo che costa di più usarla: la usano uguale, ma si lamentano di più.
Sono rimaste le stesse lamentele, gli stessi problemi apparentemente di facile risoluzione che però staranno lì per sempre.
Le perifrasi per dire sì quando intendi no.
L'Italia dove il superfluo abbonda, il necessario scarseggia e l'indispensabile manca completamente.
PARTENZE E RITORNI INFINITI
E ancora arriverà un taxi, mi chiamerà Sir, e caricherà il mio bagaglio di rutinarie abitudini, poi striscerà la carta, firmerò lo scontrino e mi troverò al check-in di Vaernes. Togliere e rimettere la cintura dei pantaloni, poi il duty-free e via andare. Il check-in nell'albergo, una birra coi colleghi la sera, i cuscini della stanza di turno, la tv.
Andare e tornare, con un fardello di rapporti da compilare, di panini per pranzo, di taxi da prenotare ed aerei ancora da prendere. Infine, un nuovo taxi mi estirperà da Vaernes per riportarmi sulle verdi colline.
E domani, inizierà un altro conto alla rovescia fino alla prossima missione britannica/scandinava/teutonica/italica/belga e chi più ne ha (da suggerire) più ne metta. Oramai ho più confidenza con le nuvole che con i ciuffi d'erba...
FIOR DI FIORDO (MAGGIO A 63 NORD)
Troppe parole, a volte. Oggi solo immagini. Norvegia, 2008, maggio, barca e fiordo a 63 Nord (tra Trondheim e Snillfjord, più o meno).
L'album completo sta qui
NO COUNTRY FOR NEGATIVE MEN
Lessons Learned nr.2. Ecco, volevo capire chi avesse trasmesso il virus disfattista all'Italia. Volevo capirlo adesso, perchè quando ci sei dentro ci sguazzi e fai fatica a capire, è la stessa brodazza in cui ogni giorno ti svegli e difficilmente ti ci raccapezzi. Ecco, senza tirare fuori sole mare e mandolino, o un "Rialzati, Italia!" di recente successo elettorale, dalla lunga distanza sembrerebbe effettivamente che i "molti e gravi problemi che affossano il Belpaese (maglia nera al Belpaese, hare hare khrishna khrishna hare)" possano essere un po' ridimensionati.
E non lo dico perchè sono smemorato, ma solo perchè adesso che mi sto facendo questo Euro Tour dell'ingegneria tra Norvegia Italia Belgio Svezia Gran Bretagna, presto pure una breve toccatina alla Germania, capisco che "i fenomeni non crescono sugli alberi". In tutti questi posti si dice che "l'erba del vicino è sempre più verde", ma nessuno di questi riesce a perderci la testa, in questo proverbio, quanto gli Italiani.
Ce la perdevo pure io la testa, sia chiaro eh, ed il disperare delle cose al confronto con gli "altri" non aiuta di certo ad ottenere i migliori risultati.
La differenza tra questi posti - tutti - e l'Italia che conosco, è invece sicuramente nella autostima, nella fiducia nelle proprie possibilità, nel credere nei propri mezzi. Credere nei propri lavori, progetti, metodi, e spendersi fino in fondo in essi.
Allora mi scrivo un promemoria: "Non puoi sapere che otterrai il 100%, non sei onnipotente e molte variabili non dipendono solo da te. Ma se ti metti in gioco completamente nei progetti in cui credi, otterrai risultati sorprendenti. Avanti senza paura, quindi, con ottimismo ed impegno".
Ecco, il post è finito e non ho dimostrato o capito chi abbia inoculato il virus disfattista nel Belpaese, ma credo che almeno io, un modesto 59milionesimo, ecco dicevo io - quel virus lì - non ce l'ho più. Se vi sembra poco...
TURBONUVOLA IN MISSIONE INTERSCANDINAVA
Limite degli 80, poi 60 poi 70 poi 80. Su fondo bianco. Poi, 80 su fondo giallo. E' il segnale. Poi niente da dichiarare, ed i pallini sulle A passano da uno grosso a due piccoli. E' così che si passa dalla Norvegia alla Svezia, grossomodo.
Lasciamo il fiordo per raggiungere la tundra, e diversi gradi in meno di temperatura. Gli alberi si fanno tozzi, bassi. Muschio in aumento. Laghetti sempre più ghiacciati, sprazzi di neve sempre più fitti, fino a coprire tutto.
Un branchetto di renne giovani giocano sui binari della ferrovia, così giovani da non avere ancora le corna. Tra l'ocra ed il grigio, così tranquille da sembrare pecore oversize un po' rassegnate.
Un grande lago ancora ghiacciato screziato dalle lusinghe della primavera, ai piedi di un monte innevato. Tutt'intorno, una nebbiolina bianca e fine.
Davanti a noi si apre Ostersund, capoluogo della Contea svedese di Jamtland.

Torrente nella tundra

Yet-another "Torrente nella tundra"

Bangkok nel Nord della Svezia?????

Nuvole si specchiano sul lago di Ostersund

Guardie di legno si specchiano sul fiume che lambisce Ostersund. Fra qualche settimana saranno sveglie.

IL CIELO SOPRA OSLO
Strisciare la carta. Banda sotto. Imbarco. Strisciare carta. Sottopassi. Un manager in camicia rosa ed occhiale griffato, occhio curato, capello tinta rosso-bionda, cinquant'anni, modi "gentili". Si conclude che sì, ma anche no. Strette di mano, viali alberati e ciclisti. Si ristriscia, banda sempre in basso mi raccomando. Birre. Viaggi ideali, tra speranze e possibilità. Si torna. Era niente male, pare, questa Oslo. Non la si può capire in così poco, non si può probabilmente neanche in molto più tempo. Se poi qualcosa da capire ci sia, chissà.Tanti battiti, discorsi interiori, le possibilità, le preoccupazioni. Che sommate assieme, da qualche parte pure dovranno andare. Ma dubito abbiano deciso collettivamente dove. Ha det bra Oslo!
L'ECONOMIA DEL 2020
L'economia del 2020 dc sarà molto simile a quella del 2020 ac. Il rialzo dei carburanti avrà reso molto difficile spostare le merci. La terra in Italia varrà molto di più di adesso. Chi avrà le risorse, starà bene. Chi non le avrà, ciccia.
Si potrebbe dover rinunciare alle pere del Cile, forse alle arance Brasiliane. Potrebbe essere dura, ma forse potremmo resistere. Il rialzo dei carburanti fossili aumenterà di molto il costo dei trasporti. Magari non tutti i mali vengono per nuocere: potrebbe finire il meccanismo perverso che porta l'acqua di Bergamo a Roma e quella di Roma a Bergamo. O i biscotti danesi esportati negli Stati Uniti a fronte di altrettanti che fanno il percorso opposto. Come dice Beppe Grillo: "Ma scambiatevi le ricette!" Alcuni paesi con economia apparentemente forte ma basata solo sul petrolio - tipo la Norvegia - potrebbero dover rinunciare a manghi ed avocadi a prezzi di poco superiori alle mele italiane.
I Paesi a rimetterci di più saranno sempre i soliti, per cui non è che mi aspetti rivoluzioni particolari. L'unico grosso cambiamento che mi aspetto è il declino dell'area del dollaro, USA in prima fila: la loro economia completamente insostenibile li ha già affondati oggi, col debito sostenuto dalla banca centrale cinese Il dollaro è carta da parati, torneranno a zappare il mais. Come è giusto che sia.
LIBERO MERCATO IN LIBERA NORVEGIA
Norvegia. Lui è un cliente, un grosso cliente. Lei una contractor. Lui è l'unico, il solo, lei la più disponibile ed ammanicata della zona. Lui ha un unico fornitore, lei un unico cliente. Lui le ha ordinato di comprare ogni singola cosa da un fornitore fisso. In Norvegia questo si chiama "Libero mercato".
La birra fino a 4.8 gradi la trovi al supermercato. Ma la puoi comprare solo se hai almeno 18 anni. E solo fino alle ore 18. Dopo, i commessi mettono tendine sulle montagne di lattine e le catene coi lucchetti ai frigoriferi. Come quello qui sotto:
Dopo alle 18 ogni norvegese si trasforma evidentemente in un alcolizzato mannaro e tenta di scardinare i frigghi con le zanne a con le unghie. Ma rinuncia subito, perchè il novegese è notoriamente abulico. Di gran moda sballarsi prendendo a testate il frigo. In Norvegia questo si chiama "Libero mercato".
Gli alcolici oltre i 4.8 gradi li vendono in un negozio dei monopoli di stato, il Vinmonopolet. Apre un po' quando cazzo gli pare, e la fila di drogati alla cassa, non ti dico. Solo qui puoi provare il brivido di acquistare un litro di Tavernello in cartone a 12 euro. Non ti va bene? Sbàllati a testate sul frigo, come sopra. In Norvegia questo si chiama "Libero mercato".
Ma la vera istituzione è la ditta di latticini Tine. Se non ti piace il loro burro, non ti resta che comprarti una mucca, non c'è altro. A parte le testate nel frigo.
Poi sì, vi posso venire a dire i fiordi eccetera eccetera, ma la realtà bruta è questa. Poco libero, poco mercato.
LOST IN TRANSLATION
Ecco, è non riuscire a tradurre in norvegese la parola "soave", che ti fa venire in un istante una miriade di dubbi.
Sono pronto a perdere ciò che è "soave" in me? Non penso che necessariamente l'avere venti parole per definire le diverse tonalità di giallo sia in sè un avanzamento spirituale, ma anche questo monocromatismo tendente al grigio monocorde non è il massimo per mettere in sintonia le migliaia di stati interiori della persona con l'ambiente circostante. Se perdi le parole che esprimono tè stesso, perdi con loro una parte di te. A questo ci puoi arrivare col ragionamento, ma quando lo vivi sulla tua pelle lo capisci meglio, molto meglio.
Potrei diventare "veldig god" (molto buono) o "super" (super), o "delikat" (delicato), "mild" (mite), questo non lo nego, ma mi mancherebbe comunque quel non so che di...come dire? Ecco, appunto: "Soave".
Mi riservo di parlare di lavoro, ogni tanto, siccome ogni occasione è buona per imparare qualcosa. Ordunque.TUTTO IL MIELE CHE C'E'
C'è che all'inizio capita di voler togliere tutto l'amaro. Lo sai che togliere tutto l'amaro oggi, soffrendo magari un po', e' un gesto di grande amore verso il tuo domani. Oggi sei una formichina, che toglie lo sporco dal formicaio, oggi sei consapevole di questo carico di amaro, perchè lo sai che domani tutto questo lavoro ti ritornerà attorno, sopra, ti avvolgerà, ti darà calore e non rimpiangerai quello che hai un po' sacrificato oggi.
Lo sai, e già il pensiero ti scalda, un tepore...tu che mangi la pizza togliendo l'odiato contorno secco ed un po' bruciaticcio all'inizio, quando la fame ti guida, perchè sai che dopo sarà un tripudio di capperi ed acciughe. Tu che ogni tanto ti interroghi su quando verrà quel domani che viene dopo alle goccioline amare che hai estratto dalla vita, per lasciare solo il dolce.
Ecco, ti vorrei dire che quel domani è oggi. E' adesso.
E' ora di iniziare a raccogliere, è il tempo giusto. E' il tempo in cui puoi dormire distrutto ma senza cattivi pensieri. E' il tempo in cui puoi raccogliere il frutto, puoi cercare nel favo, puoi succhiare il nettare dolce. Non c'è da preoccuparsi, non troppo almeno. Sai che potresti essere qui, in Norvegia. O che potresti capire che il posto dove vuoi stare è invece la Romagna, la terra, la vigna. Sai che potrebbe andarti tutto bene, o anche che un po' di cose potrebbero andare storte, ma non sarebbe poi un dramma. Sai che puoi contare un po' su tutto, a partire da te, ma non solo. Sai che potreste vivere ancora molto, e sarebbe un bene. Sai che potrebbe anche capitarti di morire, ma un qualche segno lo hai lasciato e più di un paio di cieli diversi li hai potuti vedere. E questo non è forse abbastanza, ma è sicuramente qualcosa.
Oggi so che quel domani è oggi, e lo voglio succhiare tutto.
Tutto il miele che c'è.
NORWEGIAN WOOD
Una gatta pelosissima bussa alla finestra. Noi, e la finestra, ed una gatta pelosissima. E' un segno convenzionale, lei bussa e noi andiamo alla porta. Noi andiamo e lei aspetta. Noi apriamo e lei fa finta di fare la difficile. Poi entra, finge pudore, ma poi si spalma sul divano e chi la sdivana più. Tre cuori battono al confine col nulla. O col tutto. Col vasto. Se voi, fratelli miei, aveste rispettato le promesse dell'adolescenza, saremmo qui assieme a gridare sfide al burrone innevato. A invidiare la libertà dei gabbiani librati nel vuoto. Ci sarebbero anche i vostri cuori, qui con me. Vi aspetto, in ogni caso. Vi aspetto in ogni caso, vi venisse voglia di tuffarvi in un vuoto che in fondo è pieno, in una riflessione profonda nel gelido mattino. Vi venisse un dubbio, un giorno, non si sa mai.
Sul confine tra il nulla ed il tutto. Qui poter contare su qualcuno è ancora la differenza tra la vita e la morte, a dispetto dei centri commerciali e dei fiumi di corone. Un giorno il sole ti adula fino a farti arrossire, quello dopo il vento ti impedisce di spingere un pedale dopo l'altro. Sei nudo, e ti tocca di evitare ogni maschera. Sei nudo, nella bufera. Ti tocca di essere vero. And so I like it.
Egregio Responsabile Commerciale Norvegese, ricevo con piacere la Sua gradita offerta di cani bastardini. Le faccio altresi' notare che la mia intenzione era di acquistare gatti siamesi, e non cani bastardini.THE DRESSING NEMESIS
Sei nella mensa principale, quella un po' fighettina. E hai innegabilmente fame. Prendi puntualmente il piatto del giorno, e no matter cosa ti danno, lo sai che anche oggi incontrerai lui, il Dressing. Di solito bianchiccio e cremoso, tipo yoghurt, con puntini verdi e puntini rossi. Ha un leggero non so che di aglio, quel tantino che ti fa aumentare l'appetito. Sai che dovrai venire a patti col Dressing, e sai che senza di lui, il piatto sarà completely tasteless. Ed accecato dal bieco ottimismo che solo la fame può forzarti a sentire, pensi che questa volta andrà diversamente, che puoi controllare il Dressing, che lo puoi sconfiggere con l'aiuto dello yoghurt biologico al mirtillo che ci infilerai in coppa subito dopo, per salvarti la coscienza. Lo yoghurt mi aiuterà a vincerti, Malvagio Dressing, pensi mentre il karbonade si esaurisce nel piatto assieme ai cetrioli vari. Ed al Dressing.
Ma poi, dieci minuti dopo al mezzo litro di caffettone Frokost Kaffe, puntuale, il primo rutto. E ti porta il saluto di lui, il morto vivente, il Dressing. Dressing, e sai cosa mangi. Rutti assicurati dalle 12 alle 19, con quel non so che di aglio, quel tantino che ti fa aumentare il disgusto.
NON SONO DEGNO!
E' che sono un blogger umile. Per cui quando oggi il mitico Livefast mi ha reso parte di un suo post su Cloridrato di Sviluppina, assieme a Chinaski77, beh. Due ore dopo, una guardia giurata alta un paio di metri mi svegliava dall'apoplessi in perfetto Norvegese: "ce volemo arzà, aBBiancaneve!" Poi sul serio, mi sono svegliato.
A WHOLE LOTTA SNOW - INSIGHTS FROM SELSBAKK TRONDHEIM
Home sweeeeet home (piano terra in basso)

Window sight from hooooome sweet home (mattino luminoso)

(Not waking up) the neighbours (hanno una gattona che ha tanto bisogno di compagnia felina...)

Sight from work, Leiv Eriksson Senter, level 4 (la torre di vetro sul fiordo) (nell'isoletta di fronte, c'era un carcere)

LE COSE CHE ANCORA NON RIESCO A CAPIRE
A molti può sembrare strano che cose elementari non si siano capite in quasi trentuno anni di veneranda esistenza, ma purtroppo è così. Sono invece tantissime quelle che non capisco, e sinceramente non sono sicuro che prima o poi le capirò. Io mò le espongo, se qualcuno ha idee, ben venga.
Non capisco perchè i film invecchiano. Perchè i film appena usciti andarli a vedere subito è una figata, anche quando sono orrendi aborti come "Provincia Meccanica" (Accorsi, vergognati) o "Starship Troopers". Poi inspiegabilmente invecchiano, non so come mai, e vederli - chessò - 2 anni dopo, diventa una perdita di tempo riprovevole, anche fossero stati giudicati capolavori, ai tempi. E' come se i film avessero una scadenza, un "best before" non dichiarato ma che ognuno distingue chiaramente. Succede un po' anche con i libri, ma solo con quelli "di grido", quelli che a Porta a Porta fa figo dire di avere letto, quelli che in ufficio ho letto l'ultimo di Coelho, e tu? Mi viene quasi da pensare che dipenda dal martellamento pubblicitario, ma spero di sbagliare.
Non riesco a capire perchè a volte le persone che hanno voglia di amicizia, si attaccano alla Play o al frigorifero. Non c'è un amico nel frigorifero. Purchè tu non sia il mostro di Milwakee. Quindi, smettila. Gli amici sono importanti, e si trovano un po' dappertutto: a casa, in ufficio, sul blog. Ma finora, non ne ho ancora visti nel frigorifero.
Non capisco ancora bene come mai i miracoli sono avvenuti duemila anni fa, e adesso nisba. Non capisco neanche il concetto cristiano di Dio, presente dappertutto ma che non fa mai niente. Presente nelle cisterne soffocanti, presente nelle violenze sessuali, nelle violenze ai minori, presente ai furti ed ai soprusi. Meno male che questo dio io non credo che esista, altrimenti se esistesse lo riterrei come mnimo un insensibile guardone sadico ed immorale.
Non capisco come si possa andare in bicicletta con quaranta centimetri di neve fresca, ma questa cosa devo capirla almeno entro domani mattina.
Non capisco inoltre perchè con l'andare del tempo si diventa un po' mollaccioni e ci si attacca a tutte le persone che si conoscono facendone grande tesoro. Forse è perchè si sente un po' l'indebolimento da invecchiamento incipiente. Ma mi piace pensare che sia perchè un po' si impara a stare al mondo. A guardare le cose per quello che sono, capendo un po' quali sono importanti.
Non capisco perchè si tende ad inventarsi divinità lontane sopra alle nuvole mentre si ignorano le potenze naturali, che vediamo ogni giorno. Mi sembra un po' come cercare principi azzurri scansando le persone meravigliose che nella realtà si incontrano.
E' VENUTA OGGI, L'OCCASIONE
Per realizzare una buona badilata di verità. Succede che ad un certo momento capisco. Capisco che essere mé stesso é impegnativo. E poi non capisco. Non capisco se sono io, che ho più sfaccettature di un frattale, e tanti altri invece sono più "semplici". O forse no, sono io che sono superficiale e non li capisco. Oppure. Oppure sono loro che non si fanno vedere fino in fondo, perchè le sfumature non le vuole capire nessuno, non c'è tempo, e loro lo sanno. E io no. E' per questo che scrivo post lunghissimi e farraginosi il venerdì sera, invece di andare a sbronzarmi in centro. Che tra l'altro non li legge nessuno. Non li legge nessuno perchè sono alla portata di tutti. E' per questo che non sappiamo niente: perchè la verità è aperta a tutti, non c'è più la scoperta, non c'è più lo scopo a saperla, questa verità. Capisco le mie debolezze passate, meno quelle future. Capisco che più o meno sono riuscito a soffrire sia quando sono stato usato, che quando ho usato. Un po' come il film di Benigni e Troisi in cui si pagava un fiorino da qualsiasi parte del ponte tu andassi, comunque paghi. Sarà il pedaggio della vita? Mah. Oggi ho rifatto il test su quanto potrei campare: nel 2005 erano venuti fuori 75 anni, oggi ne ho totalizzati 80. Ho guadagnato 5 anni, cosa ne farò?
Penso che se non fosse stato per la Norvegia, non avrei mai trovato il tempo di fare il punto. E se non trovi il momento di fare il punto, ti svegli a 50 anni che non hai fatto un cazzo, ti guardi allo specchio e vedi un patetico ed inutile gregario. Il tempo per fare il punto lo devi trovare. Ma è forse anche un po' tardi, e tante persone che avresti voluto tenere un po' accanto a te, già le hai perse. Si impara anche un po' amaramente che le amicizie non si conservano nel freezer, non sono mica merluzzi. Niente ti evita di averne altre, ma tante di quelle che credevi di avere - fatto il punto - non le hai più. Ed è brutto anche scoprire che non le hai perse dal Viaggio, ma a poco a poco nelle nebbie di casa tua, a poco a poco avete perso la reciproca curiosità di vedervi, è il filo si è logorato. Prima un'ombra, poi una fibretta, poi una piccola rottura. E' anche un po' triste scoprire - bella scoperta poi - che non ti parlano più ma di te parlano eccome. Con vari gradi di accuratezza, certo, a volte un po' lasca, ma sempre con quel po' di morbosetto provincialismo da tabloid. Io poi non serbo rancore a nessuno, sia chiaro, sono pronto da subito a mettere tutto a posto...ma non riesco più a capire, ormai, chi mi abbraccia per automatismo, chi per sincerità e chi per facciata. E non lo capisco a maggior ragione da qui, dalla Norvegia, dove di parole non se ne dicono troppe, ma quelle che si dicono sono vere, diciamo che contano. Qui è impensabile che uno che ti abbraccia stia in realtà pensando ad un modo per mettertelo in quel posto. Non è che la polizia lo vieta, è che è una cosa lercia ed immorale, e semplicemente non si fa. Un po' come in italia non si metterebbe mai il ketchup sulla pizza. Beh, in Norvegia ce lo mettono, eccome. Ogni popolo si scelga i suoi valori, è chiaro. Chi rispetta le persone, e chi la pizza. Sono scelte.
E risparmiatemi le solite chiacchiere che fareste oggi come fra venti anni. Should we talk about the weather? Si chiedeva Michael quasi venti anni fa. Io non ce la faccio, non ci trovo lo scopo. Nel '95 leggevo D'Annunzio, un po' Kierkegaard. Oggi sono qui, leggo l'Avesta, leggerò forse i Veda. Forse anche qualche cretinata, ma il più intelligente possibile. Io non posso essere diverso da me stesso, semplicemente non si fa. Sono un quoziente di polinomi vari. Non è tutto bello come in prima superiore, in cui le nuvole di polinomi sopra e sotto si schiarivano con semplificazioni a tappeto, che lasciavano un x-1 sopra, sempre positivo. Quella artefatta sicurezza, studiata a tavolino dal Ministero, quell'illusoria sicurezza della semplicità. Qui non esiste. I numeri più sgaffi ed impopolari sopra e sotto la linea di frazione. Semplificami (x-pigreco) con (y+17), se ce la fai, caro il mio professorone. Non si semplifica. Punto.
Questo magone di sentimenti a cavallo tra le nebbie vallive e la Nidelva, non si sgomitola per nessuno, si solidifica un po', poi si squaglia e torna indietro, nel tintinnio di un brindisi a wodka alla sua salute, nel lampeggiante dell'ambulanza rassegnata. Nei caffè offerti al Circo massimo a 40 gradi all'ombra, nell'anellino minuscolo, nel sì commosso, nella gomma a terra proprio quel giorno, nel vestito rosa-maialino. Infiniti post ci vorrebbero per racchiudere un istante a caso, e non sarebbero mai abbastanza. La neve, c'era, quel 29 febbraio, non nevicava da anni. E non avevo mai forato prima. Forse, ti amo.
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Data astrale: Ore 18:30, 28 febbraio, 2008 anni dopo la presunta nascita di Harry Pott... Gesù Cristo.





NEL SENSO CHE, MI MANCHI - 2
Fra un paio di giorni ricorre il tuo anniversario. Il giorno in cui moriva la religione. Moriva anche la mia infanzia, con te. Lo spietato esalare non lasciava spazio alle carezze, non dava seconde possibilità a nessuno. Con te non fece eccezione.
Se esistessero spirito e anima, potrei immaginare che mentre ti penso, nelle discese innevate, la tua aura aleggi su di me. Mi vedo da fuori, come una freccia nera nella notte, con una nuvola bianca appena opalescente, giusto sopra la berretta di lana.
L'anima esiste, ho capito esattamente che cos'è: si vive per sempre, nel ricordo di chi ci ama, e nei ricordi più vivi il pensiero diventa così maledettamente denso da potersi toccare. Cosa c'è di più reale?!
I tuoi occhi curiorissimi di bambino ultraottantenne avrebbero goduto a vedere tutto questo. Lasciavi alcuni anni fa, un corpo freddo e bianco su quel letto, inutile sperare che vicinanza ed abbracci ti avrebbero riportato indietro. Non lo fanno. Non lo fanno mai. Mi manchi tanto, avresti avuto una chiosa sensata anche per questo, credo. O forse avresti semplicemente annuito.
Ci puoi credere oppure no, ma la mattina quando i rossori emergono da oltre le montagne innevate, mi dico: se il nonno Aldo avesse visto tutto questo, avrebbe pensato ogni volta: "Lo vedo tutte le mattine, ma mi stupisce sempre".
Che io possa essere così, un giorno.
LISTA ANDREA99BOBAN - GESTIONE DEI RIFIUTI
Cari elettori,
non vi presento le soluzioni miracolose che da una parte e dall'altra vengono sbandierate per prendere voti, il governo monocolore della Lista ^^andrea99boban^^ la gestione dei rifiuti la farà secondo le seguenti linee guida:
Cari politici, siccome almeno per questa volta non mi candiderò alle politiche, vi autorizzo a copia-incollare i suddetti tre punti nel vostro programma elettorale: rischiate di fare una buona figura sia che siate rossi o azzurri...
ORDUNQUE, SI DICEVA. LA POLITICA, come al solito. Le mafie italiane stanno benissimo, il pizzo sta sostenendo da solo il povero PIL. Il voto di scambio è a pieno regime. Chiù pilu pe' tutti!
MENO ABORTI = PIU' BAMBINI è l'equazione che attualmente risolve la crisi della chiesa cattolica. Ma benedetti pretacci, dei bambini da molestare non ne avete già a sufficienza ?
GRILLO E GRILLINI. Cioè. Grillo è molto intelligente, molte delle cose che dice mi sembrano giustissime, ci mancherebbe. MA. Moltissimi di quelli che lasciano commenti sul suo blog, sono dei pazzi psicotici frustrati e che vanno dal nazista allo stalinista senza passare dal centro. Chi vuole fare la rivoluzione, chi propone di fare riunioni carbonare tramando di sommergere di merda il mastella di turno...chi vuole fare il comunismo dal movimento "patria e lavoro", chi copia e incolla frasi del Mein Kampf, chi scrive in grammatiche improbabili ed oscene. Qualcosa vorra dire, questo, oppure no?
TWILIGHT
Vorrei fare un giro a TRD con te stasera, per farti vedere quanto è bella TRD mentre riposa, con un occhio aperto sulla Nidelva e il cuore che sogna l'aurora...