Vorrei fare una ragionata su questo divertimento mortale, o anche solo intossicante nella maggioranza dei casi. Che recentemente è risalito alle cronache per la morte della ragazza veneta, Federica, a Lloret de Mar, in Catalogna vicino a Barcellona.Read-Only Memory (ROM)
Si parlava di rom, o di nomadi comunque. Dunque.
Era il 1993, e frequentavo con profitto l'Istituto Tecnico Agrario di Imola. Ora, nell'indirizzo che scelsi, sperimentale, c'era chimica fin dal primo anno. Ed io me ne innamorai. Arrivato al secondo anno, il nostro bravissimo professore, un romagnolo sanguigno, decise di presentarmi alle Olimpiadi della Chimica, una gara a livello regionale che si teneva all'Istituto Ciamician dell'Università di Bologna. Mi ha accompagnato nella caotica Bologna, io del paesino, così spaesato. Ho gareggiato e sono arrivato terzo.
Dopo una settimana, la premiazione. Questa volta anche mio padre si aggiunge alla comitiva, si prende un giorno libero dalla campagna, il professore ci accompagna in treno, ci offre la colazione. Noi eravamo felici, forse il professore, il mitico R*ga****i (privacy!), era il più giocondo. Torniamo a casa con un bel diplomino, un librone pieno di illustrazioni di Bologna, e centomila lire. Avevo sedici anni, e quel premio era una gran cosa. Primo, perchè tutti i sedicenni hanno bisogno di conferme. Secondo, quelle centomila lire erano anche un po' di soldi, e mi facevano vedere che impegnandosi si arriva a qualche risultato tangibile.
Cosa centra coi nomadi? C'entra, eccome. L'anno successivo, dopo una faticosa giornata a raccogliere le pesche, torniamo a casa e la troviamo svaligiata. Avevamo visto i soliti nomadi gironzolare attorno a casa, li abbiamo visti noi ed i nostri vicini. Sapevamo chi erano, dove abitavano e che cognome avevano. Poi al momento giusto hanno colpito. Non hanno portato via molto, ma tra le due cazzate che hanno avuto il coraggio di rubare, c'erano anche centomila lire, con sopra scritto, a biro, da me: "Terzo classificato Olimpiadi della Chimica, Bologna 1993". Ecco, il sedicenne che alberga ancora in me, vi odia.
Nel 2001 siamo passati all'euro, la banconota è stata "smaltita". Ecco, è questa memoria di sola-lettura, incancellabile, che mi viene in mente quando leggo le vostre recenti, eroiche gesta.
INTENZIONI DI NON VOTO
In Italia oggi si vota. I cittadini sono chiamati a sbarrare cerchietti colorati, ognuno dei quali punta ad una lista di persone, bloccata ed insindacabile, scelta a tavolino dal partito corrispondente. E qui già butta male, malissimo.
Io ritengo il non voto l'unica testimonianza possibile. Vorrei anche dirvi perchè, casomai interessasse.
Ci sono due possibili governi, uno del PDL, uno del PD. La terza opzione delle grandi intese tra PD e PDL è talmente raccapricciante che non voglio neanche pensarci. Gli altri partiti non possono incidere.
Non votate Berlusconi, perchè mente. E mente forte. Non toglierà l'ICI perchè non può farlo. Se lo facesse, i Comuni dovrebbero aumentare le tasse comunali almeno a riguadagnare l'importo dell'ICI, ma nella confusione generale vedrete che potendo aumentare le proprie tasse il gettito sarà ben oltre l'ICI. Non votatelo, perchè la sua è una vera e propria armata del male, piena di mafiosi, ladri semplici e non, truffatori. Può darsi che le tasse le ridurrebbe veramente, ma in maniera irresponsabile ed a discapito del futuro di tutti. Diciamo che il PDL al governo è come inoculare nell'Italia un cancro al cervello ed un infarto al miocardio, contemporaneamente, conditi da molta, moltissima e fluidissima diarrea.
Non votate Veltroni, perchè anche lui mente. Mente in maniera più misurata, più plausibile, ma mente forte anche lui. Veltroni, e quel blob che è il PD, esiste solo come Meno-Peggio del PDL. Ma questo meno-peggio è una illusione, e l'unico modo per fare eleggere in parlamento un branco di incapaci, farabutti di centrosinistra, appena un millimetro meno disonesti di quelli del PDL. Veltroni mente forte, dicevo, e promette meno tasse ma non lo farà mai. Non lo ha fatto il governo del suo Presidente di partito, Prodi, che in due anni ha fatto pena, fatto il contrario di tutto ciò che aveva promesso, tartassando i deboli e lasciando i forti intatti. Veltroni mente col sorriso sincero, mente perciò due volte, al contrario del Nano, perchè nessuno potrebbe pensare invece che Berlusconi sia sincero. Veltroni mente sapendo di mentire usando la propaganda propria di Berlusconi: 5000 leggi in meno entro il 2008, 100 mila nuove case, il taglio dell'IRPEF, la semplificazione burocratica. Mente coi numeri, i numeri tondi. Ricordate l'Ingegner Cane di Gialappiana memoria? Mmillle! Centomila! Cinquemila! Sono tutti argomenti alla-Berlusconi. Sono tutte illusioni. Il PD al governo è come immergere la nuda Italia, dalla cintura in giù in una vasca piena di sanguisughe e piranha, dalla cintura in su ricoperta di miele in un favo di api incazzate. Si muore anche così, ma in maniera lenta ed orribile.
Aggiungo: basta che voti un centomila persone circa, ed il parlamento si insedia normalmente con tutti i parlamentari decisi a tavolino dai partiti. Il voto non conta. Dimostratemi il contrario, se ci riuscite. Questa gara all'obolo di massa è solo una legittimazione del sistema dei partiti.
Manifesteremo in piazza ed il giornalista prezzolato di turno ci dirà che "la politica italiana riscuote un altissimo gradimento, vantando il più basso tasso di astensionismo di tutta europa". Voi comprerete il giornale e gli crederete, pensando di essere gli unici bastian contrari in un branco di pecoroni soddisfatti. E la vostra voglia di cambiamento verrà soppressa sul nascere.
Quello che voglio evitare è che tra dieci anni salti fuori un furbone a rinfacciarmi che le cose in Italia vanno male anche per colpa mia, che ero parte del sistema. Parte un corno, io non ci sto. Io non sono parte di questo, io sono meglio. Io sono meglio, senza nessuna modestia, io non mi confondo e con questa roba non voglio avere niente a che fare.
Tu ?
NONSOLONAPOLI (Not Only Naples!)
Invece di focalizzarci solo sui rifiuti napoletani, così evidenti e mediaticamente coperti, a Ravenna è in atto una situazione pluridecennale che gli abitanti hanno imparato a tollerare per quieto vivere e per non perdere il posto di lavoro al calduccio delle ciminiere. Oramai la convivenza con gli stabilimenti sospetti è talmente spinta e perfetta, e la trave nell'occhio è talmente grossa, che il luogo non-plus-ultra per le vacanze ravennati ed emiliane è la minuscola Marina di Ravenna, perla morchiosa incastonata tra mille e una fonte di ... ehm...giovialità.
I segni visivi li potete trovare osservando, per esempio, lo Scolo Lama che passa su Via Trieste (forte odore di putrefazione, soprattutto in estate), il fosso che costeggia Via Trieste verso Marina di Ravenna (colore rosso ruggine, odore intenso, gusto pulito, zona Micoperi).
Vero e proprio vaso di pandora sembra essere l'ex ANIC, che dà su via Trieste e che è in fase di sbancamento in questi mesi, non aprite quelle fogne, si potrebbe dire, ma siccome l'area è off-limits ed io non sono un avventuriero, non ne ho le prove e quindi rimane una semplice sensazione.
Uno strano odore come di solventi aromatici si sente invece sul sovrappasso di Via Trieste verso Marina, appena "scollinate".
Continuando su Via Trieste all'altezza di Via del Marchesato, compare invece un odore nauseabondo che ha il suo apice all'altezza del distributore Robgas, e viene dalla mitica Bunge, olio di soia.
Da notare i colori sgargianti degli scoli che rigano il fazzoletto di pineta racchiuso tra via Trieste e via del Marchesato. In particolare quello che arriva grossomodo di fronte ad Ambiente Mare.
Una piccola cartina, non certo esaustiva, è fornita qui sotto, giusto per dare una idea e fare conoscere cosa c'è lì intorno. Naturalmente, poi sta ad ognuno decidere se è il caso di andarci oppure no. Infine, si può considerare tutto quel variopinto e fragrante indotto come il simpatico vicino di casa che ci rallegra le giornate di sole e che ravviva le nebbie.
E dopo il primo cuba libre, saluti alla Rosina.
SI DEFINISCE PATRIOTTISMO quando pensare ad una terra te ne fa perdonare difetti e carenze, abbandonato ad una risma di pensieri gradevoli e ricordi che hanno tutto il calore della familiarità. Ebbene nonostante io da diversi anni non abbia più un cuore (sopperisco col pulsare del fegato) a volte provo questo sentimento.
SI', MA per la ROMAGNA, non per la cosiddetta "italia" che non sa nè di carne nè di pesce. L'orgoglioso rimboccarsi di maniche e l'allegra riottosità Romagnola non hanno niente in comune con abbruzzi, calabria saudita, tre sicilie e tantomeno le sardegne. Portato a debita distanza il panorama pregresso si schiarisce e la riflessione diventa più facile.
E' chiaro che, non essendo andato all'asilo, fino ai sei anni ho assorbito la cultura dei genitori ma soprattutto dei nonni e prozii, forse per questo è sicuramente stato un piccolo dramma adattarmi alla cosiddetta italia, quell'insieme di piccole furbizie ed ipocrisie, il prim'arrivi megl'alloggi, la sòla, la bustarella, la raccomandazione, la cassa per il mezzogiorno, quell'insieme di piccoli stupri che somministrati a piccole dosi a partire dai sei anni in prima elementare ti rendono a venti un vero "dritto". Mi piace invece pensarmi come un galantuomo, nel senso in cui lo era mio nonno, forse non è troppo tardi ancora, posso migliorare e diventare - finalmente - me stesso.
L'è propi a vera che è curteal è chempa d'la cherna di quajò...e ad un zert pont, è s-cià l'à da segliar se ressar è curteal o è quajò...mo ujè da ster attent, parchè è dgeva nunein: in paradis in cariuola un gnè mai andè incion...